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Casa: la guida definitiva per scegliere e usare il cavatappi

03/09/2010

È uno degli strumenti presenti in tutte le case degli italiani, anche se viene utilizzato solo in quel 40 per cento di famiglie che bevono vino a tavola. Ma l'oggetto che serve ad estrarre i tappi di sughero dalle bottiglie assume delle sembianze così varie che anche il nome non è per niente univoco: oltre a cavatappi, può essere un cavaturaccioli, un levatappi, un tirabusciò o un tirabusciòn, per quei raffinati che preferiscono l'italianizzazione del termine francese tire bouchon. Il tradizionale tirabusciòn – caratterizzato dalla semplice forma a "T" - è il più difficile da usare, perché non fornisce alcun aiuto alla forza che va esercitata. Meglio quello da somellier, che sfrutta il principio della leva, per rendere più comoda l'estrazione del tappo. Più facile di tutti è il classico cavatappi casalingo, con le caratteristiche "ali" d'estrazione, che, una volta utilizzato, sembra una persona con le mani sollevate, e include anche l'apribottiglie. Ma ce ne sono proprio di tutte le varietà e bisogna pure stare attenti, perché alcuni modelli trapassano il tappo in tutta la lunghezza, col rischio che cadano frammenti di sughero nel vino. Per capirci qualcosa, una volta per tutte, Altroconsumo ha messo a punto un mini-corso della durata di tre minuti, sotto forma di video. Alla salute!

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