Sono sempre di più gli italiani che vanno a pesare, sul bilancino elettronico dei "compro-oro", i propri tesoretti di famiglia, ma non si tratta più di un fenomeno legato esclusivamente a situazioni estreme di indebitamento. Il settore della compra-vendita di oro si sarebbe anzi quintuplicato negli ultimi anni, con un numero di negozi specializzati nell'acquisto di metalli preziosi che andrebbe da 5 a 8 mila, secondo le stime del Sole-24 Ore. E le persone che vanno a portare i propri preziosi in queste botteghe- che sempre di più fanno parte di catene in franchising – non sono solo gli operai che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Ci sono anche quelli che si liberano dei gioielli lasciati in eredità dai genitori per comprarsi gli ultimi oggetti di culto dell'elettronica, o le donne, lasciate dai mariti, che non intendono rinunciare al proprio stile di vita. Il boom della vendita dell'oro deriva dalla combinazione di due diversi fattori: da un lato, lo scoppio della crisi finanziaria, che ha tolto liquidità alle famiglie e, dall'altro, il rialzo delle quotazioni dell'oro, oggi ai massimi. " Quello della vendita di oro da parte degli italiani è un fenomeno in espansione – ha spiegato Vanni Codeluppi, professore di Sociologia dei consumi all'Università di Modena e Reggio Emilia – ed è il frutto anche di un cambiamento epocale nella percezione del bene: un tempo il metallo giallo doveva essere solo conservato e tramandato da una generazione all'altra. Oggi è diventato prevalentemente oggetto di scambio e guadagno. Ha perso la sacralità di un tempo".
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