A decorrere dal 1 settembre, i cittadini dei paesi esenti dall'obbligo del visto per corto soggiorno possono fare ingresso in Italia, per soggiorni fino a 90 giorni, per motivi di studio, senza doversi premunire del corrispondente visto d'ingresso. Ma tra i circa 50 Stati compresi nella lista, sono solo due, quelli di frequente provenienza dei nostri immigrati: la Romania e la Polonia, in quanto paesi dell'Unione Europea. La notizia è stata resa nota dal Ministero dell'interno, con la circolare n. 5500/2010, la quale ricorda che, in attuazione della legge sui permessi di soggiorno (la n. 68/2007), il soggiorno in Italia per periodi non superiori ai 90 giorni presuppone solo l'obbligo di rendere la dichiarazione di presenza. La dichiarazione di presenza funziona così: la polizia di frontiera appone l'impronta del timbro "Shengen" sul documento di viaggio, poi, entro otto giorni dall'ingresso, lo straniero è tenuto a rendere la dichiarazione di presenza al questore della provincia in cui si trova, tramite un apposito modulo. I dieci paesi che, fino ad oggi, hanno contribuito maggiormente ad incrementare la nostra popolazione, altrimenti declinante, sono, nell'ordine: Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina, Filippine, Moldavia, Polonia, Tunisia e India.
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