Prospettive nere per gli evasori fiscali, specialmente quelli che, a fronte di un tenore di vita di lusso, nascondono al fisco una parte sostanziale dei proventi della propria attività lavorativa. L'amministrazione finanziaria ha dato il via ad una lotta all'evasione basata su tre armi che si stanno rivelando micidiali. La prima è l'incrocio tra le banche dati delle varie amministrazioni, che rendono i controlli sempre più precisi, automatici e rapidi. Poi c'è il redditometro, recentemente modificato per i redditi dal 2009 in poi, che sempre di più sarà in grado di considerare numerosi indicatori di benessere, soppesandoli in base all'area di residenza e le caratteristiche del nucleo familiare. Infine le indagini bancarie, con particolare riferimento ai movimenti con l'estero, ma non necessariamente legate al redditometro. Significativo è stato il caso recente di un falso nullatenente in Veneto, dal quale la direzione regionale dell'Agenzia delle entrate è riuscita a recuperare 130 mila euro di imposte non pagate. Nonostante negli ultimi anni avesse dichiarato redditi pari quasi a zero, nel suo garage c'erano una Ferrari 348, un'altra vettura di grossa cilindrata, una city-car e due moto. Inoltre era proprietario di un appartamento e detentore di una quota societaria. Gli esattori l'hanno "pizzicato" incrociando i dati del Pubblico registro automobilistico (Pra) con quelli del fisco, poi hanno applicato il redditometro, stimando redditi nascosti per 300 mila euro. Chi è il prossimo?
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