I nuovi questionari per l'esame teorico della patente di guida saranno più difficili, rispetto a quelli attuali, dal momento che consisteranno in quaranta domande a risposta singola, rispetto alle dieci domande con tre risposte, vere o false, attualmente previste dal test in vigore. Inoltre, i nuovi questionari saranno tradotti solamente nelle lingue tedesca e francese (quelle delle minoranze di Alto Adige e Val D'Aosta), facendo venire meno l'attuale prassi e modalità di traduzione del test d'esame nelle sette lingue straniere principalmente in uso presso la popolazione immigrata residente in Italia (inglese, tedesco, russo, francese, cinese, spagnolo, arabo). È quanto si ricava dalla circolare del Ministero dei Trasporti del 22 giugno 2010, con la quale il Dipartimento competente ha comunicato che, dal 3 gennaio 2011, entreranno in vigore le nuove procedure d'esame per il conseguimento della patente di guida delle categorie A e B. A dare risonanza alla notizia è stata l'Asgi, Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione. In una lettera indirizzata all'Unar (Ufficio Nazionale Anti-Discriminazioni Razziali), l'Asgi ha sottolineato che "l'annunciata volontà del Ministero dei Trasporti di cessare la traduzione nelle principali lingue straniere dei questionari per l'esame teorico per il conseguimento della patente di guida porrebbe i cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia in una condizione di sproporzionato svantaggio rispetto ai cittadini italiani, senza che tale misura possa ritenersi dotata di una ragionevole causa giustificatrice". L'Associazione non ha mancato neanche di fare notare come la traduzione nelle principali "lingue madri" degli stranieri residenti dei test per il conseguimento della patente di guida sia in uso presso la maggior parte dei Paesi di immigrazione europei ed extraeuropei. E cita l'art. 5 della direttiva europea n. 2000/43 in materia di contrasto alle discriminazioni etnico-razziali, che prevede "allo scopo di assicurare l'effettiva e completa parità", che uno Stato possa adottare "misure specifiche dirette ad evitare o compensare svantaggi connessi con una determinata razza o origine etnica".
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