La Cassazione ha messo la parola fine a migliaia di contenziosi che si trascinavano da anni in tutta Italia, stabilendo che, nei condomini, per cambiare le tabelle millesimali, sia sufficiente la maggioranza in assemblea, e perciò non sia più necessaria l'unanimità, come in precedenza. Le tabelle millesimali rappresentano le quote di proprietà nel condominio, espresso come rapporto fra il valore di ciascuna unità ed il valore dell'intero edificio, fatto uguale a 1.000. Se, ad esempio, un condominio comprende 10 appartamenti tutti uguali, come valore, a ciascuno di loro vengono attribuiti 100 millesimi. Così, quando è il momento di dividere una certa spesa, si adotta lo stesso criterio: un decimo per ciascuno. Le questione dei millesimi, si pone, all'interno dei condomini, soprattutto in caso di ampliamento delle unità immobiliari, per sopraelevazioni, verande, ecc. Nel momento in cui un appartamento si ingrandisce, il suo valore aumenta, e perciò gli altri condòmini pretendono che gli vengano assegnati più millesimi. Ma con le vecchie regole, cambiare la tabella dei millesimi richiedeva il voto favorevole di tutti i condomini, compreso il diretto interessato: un risultato molto difficile da ottenere. La sentenza rappresenta una liberazione per tutti i condomini che, per anni, hanno dovuto sostenere ingiustamente spese a vantaggio di chi aveva ampliato la propria casa, molto spesso abusivamente, per essere, prima o poi, condonato dallo Stato. La revisione delle tabelle inciderà anche sul modo di prendere le decisioni nel condominio, perché l'amministratore, in assemblea, usa proprio le tabelle millesimali per stabilire le maggioranze. La sentenza della Cassazione è la n. 18477 del 9 agosto 2010.
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