È partito l'attacco ad uno dei punti fermi (finora) della nostra vita: le lunghe vacanze estive tra un anno scolastico e l'altro. Il dubbio sull'opportunità di un fermo prolungato non è sorto in Italia – dove anzi recentemente ha fatto discutere la proposta di legge per ritardare ad inizio ottobre l'inizio delle lezioni, in modo da favorire il turismo – ma negli Stati Uniti. "Tendiamo ad associare l’anno scolastico con l’oppressione e i mesi d’estate con la libertà" – argomenta David Von Drehle, autore dell'articolo pubblicato sul settimanale americano Time – "ma per molti bambini, specialmente quelli che fanno parte di famiglie a basso reddito, l’estate è la stagione della noia, dell’inattività e dell’isolamento". E ci ricorda quanto già ampiamente noto dalle ricerche sul campo: "privi di adeguati stimoli, milioni di bambini di famiglie a basso reddito dimenticano una significativa quantità di ciò che hanno appreso durante l’anno scolastico. Il periodo delle vacanze estive (benché si tenda difficilmente ad ammetterlo) è tra le più dannose cause che contribuiscono creare dislivelli d’apprendimento nelle scuole". Una ricerca della Johns Hopkins Univerisity ha rivelato che, mentre gli studenti fanno progressi simili durante l’anno scolastico, indipendentemente dal ceto sociale d'appartenenza, durante l'estate i bambini appartenenti a famiglie di reddito medio-alto riescono a conservare bene il proprio livello di competenza, in certi casi migliorandolo addirittura, mente gli studenti provenienti da famiglie a basso reddito, durante l’estate peggiorano, privi di stimoli come viaggi, corsi, centri estivi e lettura. Ma anche negli Usa la proposta di accorciare le vacanze non è molto popolare, prima di tutto a causa dei bilanci pubblici sempre più ristretti. E poi c'è la forza delle lobbies: "un intero settore economico che dipende dai ritmi dell’estate (trasporti, campeggi, sport, parchi a tema) usa la sua influenza per far sì che la stagione duri il più a lungo possibile".
Leggi anche
Agevolazioni per la scuola dei ragazzi
Il sistema scolastico italiano, le novità