Un impiegato felice rappresenta una possibilità in più per l’azienda nella quale lavora di superare la crisi economica. Un gruppo di lavoro fatto da persone entusiaste potrebbe essere lo spartiacque tra un’attività produttiva che reagisce e sopravvive e una che invece soccombe sotto la scure della "cattiva sorte" economica mondiale. Lo sostengono i ricercatori della Business School della Kingston University di Londra che hanno osservato e analizzato i comportamenti di diversi impiegati in azienda per due anni. La conclusione a cui è giunta Kerstin Alfes, responsabile della ricerca, è che un lavoratore è contento quando trova un senso a ciò che fa e in particolare questo accade quando si sente coinvolto e gratificato. Compito dei datori di lavoro e dei manager è parlare con i collaboratori ed esprimere chiaramente quale sia il valore aggiunto di ognuno di loro, il contributo che questi portano all’azienda. E al tempo stesso dar voce a chi lavora, dando la possibilità di intervenire in discussioni che riguardino le attività. Chi saprà di poter dare un contributo, anche solo sotto forma di opinione, sull’attività che conduce ogni giorno sarà sicuramente più contento e quindi, più produttivo.
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Kingston University – la ricerca (in lingua inglese)