Davanti a ogni esperienza critica che ci si presenta nella vita, possiamo vedere il bicchiere mezzo vuoto oppure mezzo pieno. Tutto dipende dalla nostra indole: se siamo ottimisti abbiamo una visione positiva della faccenda, altrimenti tutto è tinto di nero. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Essex ha spiegato che essere ottimisti o pessimisti è una questione di geni. Esiste cioè un gene, più o meno grande, che è coinvolto nel trasporto della serotonina e di altre sostanze chimiche. Se questo gene è lungo, la persona tende ad avere una visione ottimistica della vita. Se al contrario il gene è di dimensioni ridotte, allora l’attenzione è tutta spostata sugli elementi negativi. Ai 97 volontari coinvolti nell’esperimento sono state mostrate 20 immagini belle, 20 immagini brutte e 40 neutre. Gli ottimisti si sono soffermati sulle foto positive, i pessimisti su quelle meno belle. I ricercatori dichiarano di avere ora qualche elemento in più per lottare contro l’ansia e la depressione.
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Ottimismo e pessimismo nei geni (in lingua inglese)