"La crisi della struttura produttiva, simboleggiata dalla Fiat di Termini Imerese, i dati Istat, che parlano di oltre il 20% di lavoro nero, lo studio della Banca d’Italia secondo cui 80.000 giovani laureati hanno lasciato le regioni del Sud rappresentano forti segnali di malessere e di assenza di prospettive per i territori meridionali". E' quanto afferma in una nota, Giorgio Santini, Segretario confederale della Cisl. "E’ evidente - sottolinea Santini - che le imprese di tutti i settori da quello agricolo, che come ci ha reso dolorosamente evidente la vicenda di Rosarno, alla fragile industria, al commercio ed al turismo, vanno sostenuti per fronteggiare la crisi e per indirizzarsi rapidamente verso una produzione di maggiore qualità, da un intervento pubblico mirato ad un effettiva valorizzazione delle risorse umane e produttive presenti nel meridione. E’ di nuovo scomparso il Piano per il Mezzogiorno dall’agenda del Governo? Non vogliamo pensarlo". "Chiediamo al Governo - conclude Santini - di promuovere con le parti sociali un Patto per il Sud che impegni lo Stato e le Regioni a concentrare le risorse pubbliche ed i Fondi europei su poche priorità strategiche: infrastrutture, reti energetiche, incentivi agli investimenti ed alla occupazione, per arginare la disoccupazione e l'esodo dei giovani laureati e dare, così, un nuovo impulso alla ripresa produttiva ed allo sviluppo".
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