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Fnp Cisl:donne pensionate e il valore dell’8 marzo

03/03/2008

In occasione della festa dell’8 marzo, le pensionate Cisl fanno un appello al mondo della cultura e della politica per la difficile realtà economica e sociale delle famiglie di operai e impiegati italiani. I redditi del 2007 hanno lo stesso potere d’acquisto del 2000 e cresce l’indebitamento delle famiglie. "Tra queste - sottolinea la coordinatrice nazionale delle pensionate Cisl, Valeria De Bortoli - una grossa fetta è costituita da anziani, in particolare donne mortificate e umiliate dall’impossibilità di fronteggiare i costi dei consumi essenziali quali: cibo, affitto, bollette, farmaci. È l’esercito delle pensioni minime date da reversibilità, da assegno sociale, quale unico reddito, il cui valore è pari a circa un terzo dei 1900 euro denunciati dall’Istat". Secondo le pensionate Cisl, tante donne non hanno maturato la pensione contributiva proprio perché si sono dedicate interamente alla famiglia, esonerando lo Stato dai costi per i servizi sociali, comunque dovuti, come asili nido, scuole a pieno tempo, assistenza alle persone non autosufficienti. "L’8 marzo 2008 - dice ancora la De Bortoli - è ricorrenza centenaria di una tragedia dolorosissima: la morte per incendio di decine di donne dentro una fabbrica. È ancora una volta l’occasione per far riemergere il bisogno di una cultura che assicuri servizi e diritti sociali e non distingua i ruoli in ragione del genere, penalizzando principalmente la donna, ma anche gli altri componenti della famiglia nonché la società nel suo insieme. Le pensionate della Cisl fanno appello ai partiti, già impegnati nella campagna elettorale, perché assumano questi problemi, in tal modo rispondendo a bisogni forti della società".

 

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