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Cisl:Bonanni, su crisi governo e incarico a Marini

01/02/2008

"Diremo al Presidente incaricato, Franco Marini, che oltre a modificare la legge elettorale, bisogna dare risposte immediate ai problemi della gente, cominciando a ridurre in misura significativa, le tasse a pensionati e lavoratori dipendenti, sostenendo la famiglia, chiudendo i contratti, detassando i miglioramenti salariali aziendali collegati alla produttività, intervenendo sulla dinamica di prezzi e tariffe".
Lo afferma il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, in un’intervista che verrà pubblicata domani su Via Po, l’inserto culturale di Conquiste del Lavoro, il quotidiano della Cisl, che questa settimana ospita un dibattito su contrattazione, produttività e salario, con gli  interventi di Guglielmo Epifani, Luigi Angeletti e Innocenzo Cipolletta.

"Il confronto va avviato, senza che nessuno si sottragga alla possibilità di un'intesa", osserva Bonanni. "La ridefinizione negoziale delle relazioni sindacali è nell'autonomia delle parti sociali - continua il leader della Cisl - ed è un obiettivo della nostra piattaforma per migliorare la tutela dei lavoratori e l'efficienza del sistema produttivo, dalla semplificazione del numero abnorme dei contratti nazionali, che compromette i tempi e gli sviluppi dei rinnovi alla loro periodicità triennale, per una migliore cadenza di quelli di secondo livello, ad una nuova centralità della contrattazione decentrata, aziendale o territoriale, per migliorare la competitività e distribuire la produttività, la parte non attuata dell'accordo del '93".

La crisi di governo, scrive Guglielmo Epifani, irrompe bruscamente in un confronto appena avviato, ma con interessanti prospettive, fra organizzazioni sindacali, governo e, per alcuni aspetti, mondo delle imprese". La crisi, aggiunge il segretario generale della Cgil, "congela l'apertura dei cinque tavoli, dove sarebbero stati affrontati i temi della riduzione fiscale per i redditi da lavoro dipendente, dei salari, dei prezzi, della sicurezza e della manutenzione del modello contrattuale. Tutti temi cioè proposti da Cgil, Cisl e Uil con la piattaforma lanciata a novembre". Il deficit di produttività del Paese, scrive ancora Epifani, è dovuto ai grandi fattori di sistema: "Il costo troppo alto dell’energia, i pochi mercati liberalizzati e i troppi cartelli, le grandi reti infrastrutturali fortemente deficitarie, i ritardi nell’area dei servizi alle imprese e ai cittadini". Ridurre le tasse sul lavoro, è l’imperativo mosso da Angeletti, che punta a "detassare gli incrementi contrattuali, a partire da quelli derivanti dalla contrattazione nazionale".

Il Paese, spiega il segretario generale della Uil intervistato da Via Po, "fa registrare bassi salari, tra i più bassi in Europa, e bassa produttività. E l'economia non gira. Ecco perché bisogna prevedere un sistema contrattuale che, oltre a migliorare la contrattazione nazionale, sia in grado di diffondere nel modo più capillare possibile, la contrattazione di secondo livello, legandola alla produttività". Soltanto la crescita, scrive Innocenzo Cipolletta, "potrà garantire una maggiore produttività, perché in caso contrario, si avranno riflessi negativi sull’occupazione e quindi sulla massa salariale".

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