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L'assegno di accompagnamento

Assistenza Sociale In questo Canale:

L'assegno di accompagnamento

L'assegno mensile di assistenza personale e continuativa (o "accompagno") è una forma di sostegno economico cui hanno diritto le persone che già percepiscono la pensione di inabilità, se si trovano nell'impossibilità di deambulare o di svolgere le attività quotidiane senza un aiuto

​Le persone che già percepiscono la pensione di inabilità hanno anche diritto ad un assegno mensile di assistenza personale e continuativa (o "accompagno"), se si trovano nell'impossibilità di deambulare o di svolgere le attività quotidiane senza un aiuto permanente. Questo accompagno, gestito dall'Inps, non va confuso con quello erogato dall'Inail, destinato invece agli agli invalidi del lavoro.

La materia è regolamentata dalla Legge n. 222 del 1984.

I requisiti per averlo

Il pensionato per inabilità assicurato Inps, per poter percepire anche questo assegno, deve avere i seguenti requisiti:

  • non essere in grado di camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • avere bisogno di assistenza continua per compiere le normali attività quotidiane (alimentazione, igiene personale, vestizione).
Quanto spetta

L'importo dell'assegno di accompagnamento è identico a quello previsto per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (invalidi del lavoro). Viene erogato per 12 mensilità. Non è reversibile.

La domanda

La domanda di assegno mensile di assistenza può essere effetttuata contestualmente alla domanda di pensione di inabilità, presentandola ad un qualunque ufficio Inps, direttamente o tramite un Ente di Patronato.

Incompatibilità

L’assegno non spetta nei periodi in cui la persona è ricoverata in istituti pubblici a lunga degenza. Esso è incompatibile con l'assegno mensile di assistenza personale e continuativa erogato dall'Inail, oltre che con la rendita Inail corrisposta per infortuni sul lavoro o per malattie professionali.

L'assegno invece può coesistere con l'indennità di accompagnamento per gli invalidi civili, se non derivante dalla stessa infermità, altrimenti esiste il diritto di opzione per il trattamento più favorevole.

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