Cattive notizie per chi è terrorizzato da rughe e segni del tempo sulla pelle. Proteggersi sulla spiaggia, muniti di filtri solari, occhiali da sole e cappellino, a quanto pare non basta: il sole accelera l'invecchiamento anche in autunno, quando siamo alla guida dell'auto o in ufficio seduti a due passi da una finestra. Il vetro dietro cui ci illudiamo di essere al riparo in realtà arresta solo il 50% circa dei raggi ultravioletti che contribuiscono a portare avanti le lancette dell'orologio dell'epidermide.
Due le ricerche che faranno trasecolare i più narcisi. Una, condotta dall'ateneo di Besancon, in Francia, ha verificato come sezioni del volto più o meno esposte al sole tendano a invecchiare in modo differente. E i risultati non confortano: un'addetta alle vendite di 62 anni, alla guida della sua vettura dalle 2 alle 5 ore al giorno per ben 33 anni, per esempio, aveva il lato del viso a ridosso del finestrino invecchiato di 7 anni in più rispetto all'altro. E se le partecipanti alla ricerca lavoravano nel Regno Unito, dove il conducente siede alla destra, l'invecchiamento accelerava esattamente su questo lato.
L'altro studio, che insieme a quello francese sta rimbalzando sui principali siti britannici, è stato condotto dagli esperti della Boots e mostra come basse dosi di raggi UVA aumentino di ben 50 volte l'espressione di alcuni geni coinvolti nel processo di fotoinvecchiamento cutaneo. E per farlo non servono giornate di sole a prova di tintarella, ma è sufficiente una tiepida giornata autunnale in pieno stile british.
I risultati dei due studi inducono gli addetti ai lavori a sottolineare l'esigenza di un cambio di passo, promuovendo una maggiore consapevolezza degli effetti dannosi del sole lungo tutto l'arco dell'anno e non solo nei mesi più caldi. Almeno che non si sposi la linea dell'indimenticabile Anna Magnani, che ai truccatori intenti a prepararla per andare in scena raccomandava: 'Non toglietemi nemmeno una ruga, ho pagato ognuna a caro prezzo'.
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