La memoria fa 'cilecca' più nell'uomo che nella donna, con passare delle stagioni. Lo rivela uno studio della Mayo Clinic pubblicato sulle pagine di 'Neurology', la rivista dell'American Academy of Neurology. Sotto la lente dei ricercatori Usa, guidati da Ronald Petersen, il decadimento cognitivo lieve ovvero uno dei problemi tipici dell'invecchiamento.
Col trascorrere degli anni la memoria inizia a perdere smalto, e a volte i segni di questa perdita sono maggiori di quelli caratteristici di un normale tasso di invecchiamento. In questo caso si parla di decadimento cognitivo lieve, disturbo che può essere un apripista alla malattia dell'Alzheimer. Ebbene, i ricercatori della Mayo Clinic hanno osservato che l'incidenza di questo problema è 1,5 volte superiore negli uomini. Non solo. Brutte notizie anche per i single e per chi non ha trascorso anni e anni sui libri: il decadimento cognitivo lieve è infatti più diffuso in chi non ha un alto livello di istruzione e tra quanti non hanno mai messo la fede al dito.
Per giungere a questo risultato, sono state intervistate 2.050 persone tra i 70 e gli 89 anni residenti a Olmstead County, in Minnesota. Oltre a interviste per valutare la loro capacità di ricordare, i 'nonni' arruolati sono stati sottoposti a test di memoria e capacità di pensiero.
Lo studio ha dunque rilevato che il 14% dei partecipanti presentava decadimento cognitivo lieve, il 10% demenza e il restante 76% non aveva problemi sul fronte della memoria e della capacità di pensiero. Il decadimento cognitivo lieve era una realtà per il 19% degli anziani di sesso maschile, contro il 14% delle 'nonne' alle prese con questo disturbo.
"Se i risultati venissero confermati da altri studi - fa notare Peterson - potremmo giungere alla conclusione che fattori legati al sesso giocano un ruolo importante. Per esempio, potremmo verificare se negli uomini il declino cognitivo si verifica prima ma è poi più graduale, mentre le donne subiscono un decadimento più in là negli anni ma maggiormente repentino".
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