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Psicologia: momenti d'oro e da crepacuore legati ai rapporti con gli altri

Mai da soli quando si tratta di grandi gioie, o di drammatici fiaschi. Nel primo studio di questo tipo realizzato fino ad ora, un team di ricercatori americani ha scoperto che le nostre migliori esperienze, come pure le peggiori, hanno un comun denominatore: l'interazione con altre persone, e il desiderio di un legame sociale. La ricerca, condotta presso l'Università di Buffalo, è pubblicata su 'Self and Identity'.

Secondo la co-autrice Shira Gabriel, associato di psicologia presso l'ateneo, "molti di noi trascorrono gran parte del tempo concentrati su obiettivi personali come lavoro, hobby e scuola. Tuttavia questa ricerca suggerisce che gli eventi che finiscono per essere più importanti nella nostra vita, quelli che ci portano più felicità, ma anche quelli che rischiano di provocare il più intenso dolore, sono eventi 'sociali': momenti di collegamento e di relazione con gli altri".

"Abbiamo scoperto - precisa l'esperta - che a dare più soddisfazione e gioia non è tanto un successo personale, come può essere il fatto di vincere premi prestigiosi o completare al meglio un compito assegnato, ma proprio i momenti in cui una relazione inizia o si chiude. Quindi - spiega ancora - quando ci si innamora o si trova un nuovo amico, oppure quando una persona amata muore o ci spezza il cuore. In breve, a toccare di più le persone sono proprio" 'pezzetti' di vita vissuti insieme agli altri. I ricercatori hanno esaminato 376 soggetti di varie età, dagli studenti di college a soggetti adulti, inclusi in quattro studi differenti. In questo modo hanno dimostrato che gli attimi migliori e quelli peggiori non si vivono mai da soli.

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