Mangiare poco allunga la vita? Sono ormai numerosi e datati gli studi che lo confermano, almeno negli animali. Che il digiuno possa rappresentare la chiave della longevità anche nell'uomo resta invece da dimostrare, ma intanto un gruppo di scienziati dell'università del Michigan si sta portando avanti.
Con un esperimento sui vermi pubblicato su 'Aging Cell', i ricercatori dell'ateneo americano hanno infatti dimostrato che inibendo un gene chiamato drr-2, coinvolto in un network di meccanismi correlati dall'assunzione di cibo, si ottiene lo stesso effetto allunga-vita garantito da una dieta di sacrifici.
Il risultato riguarda per ora il Caenorhabditis elegans, verme particolarmente 'gettonato' nei laboratori di tutto il mondo. Ma poiché un gene con funzioni simili al drr-2 del 'verme in camice' esiste anche nel genoma umano e ha già un nome (eIF4H), gli scienziati Usa non escludono che, utilizzandolo come bersaglio, si possa arrivare un giorno alla pillola anti-aging dei sogni: un farmaco elisir di giovinezza che, pur senza rinunciare ai piaceri della tavola, garantisca lo stesso effetto-longevità di un piatto vuoto.
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