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Salute: meno incubi per chi soffre di apnee notturne

Respiro interrotto durante il sonno, risvegli faticosi, ma almeno niente brutti sogni. Sembra infatti che il riposo di chi soffre di apnea notturna sia 'a prova' di incubi. Lo rivela uno studio pubblicato dal team di Jim Pagel dell'University of Colorado (Usa) sul 'Journal of Clinical Sleep Medicine'. Secondo la ricerca i pazienti con apnea ostruttiva severa riferiscono una frequenza di incubi decisamente ridotta, rispetto a quanti non soffrono di questo problema o lo sperimentano solo in modo lieve.

Secondo i ricercatori questo non vuol dire che i primi non facciano per niente brutti sogni: piuttosto, scrivono i ricercatori, sembra che l'apnea riduca la capacità di ricordare gli incubi. I ricercatori dell'universita' del Colorado hanno esaminato 393 pazienti, per lo più uomini, arrivati al Centro sui disordini del sonno del Colorado meridionale in due anni. Un terzo soffriva di grave apnea notturna. Indagando sui sogni dei soggetti, i ricercatori hanno scoperto che il 71,4% di chi non soffriva di apnee aveva almeno un incubo a settimana, contro il 43,2% delle persone con una forma leggera del disturbo e appena il 29,9% di chi soffriva di apnee medie. Il minimo, quanto a brutti sogni, spettava proprio a chi aveva questo problema nella forma più grave (20,6%).

"I risultati sono stati sorprendenti", dice Pagel, secondo il quale a spiegare il fenomeno è il fatto che il tipo di sonno frammentato sperimentato per colpa delle apnee notturne porta a una riduzione del sonno Rem, quello in cui di solito arrivano gli incubi.

 

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