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I tempi del piacere? Meno di 10 minuti per l'uomo italiano

La cena romantica, l'atmosfera che si scalda e il momento topico: tutto finito "in meno di 10 minuti". E' questo, "a voler essere buoni", il tempo del piacere per l'uomo italiano medio. Che però, gli va resa giustizia, in questo non è molto diverso dai maschi di altre latitudini. A fare i conti sono Vincenzo Gentile, presidente della Società italiana di andrologia (Sia), Vincenzo Mirone, presidente della Società italiana di urologia (Siu), ed Emanuele Jannini, che coordina la Commissione scientifica della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità (Siams). Si parla di 5-7 minuti, stima Gentile. Meglio 4-6, gli fa eco Jannini. Diciamo "sicuramente meno di 10", risolve Mirone. Sempre poco rispetto ai tempi della donna: "Circa 12 minuti in media", precisa Jannini. Il 'gap' fisiologico tra lui e lei sotto le lenzuola è stato segnalato dagli specialisti oggi a Milano, durante un open day organizzato per lanciare la campagna Sia-Siu-Siams 'Eiaculazione precoce. Vogliamo parlarne?'. Online, all'indirizzo www.eiaculazioneprecocestop.it, anche un test di autovalutazione per l'uomo e per la donna che "in una settimana è stato già compilato da 9 mila internauti", assicura Gentile. Segno di un problema molto sentito, e altrettanto sottovalutato. "Una questione culturale", commenta Jannini. La punta di un iceberg venuto a galla da 40 anni a questa parte: 'anno zero' il 1968, con la rivoluzione sessuale che l'ha consegnato alla storia. Perché secondo le logiche di madre natura, riflette lo specialista, "l'uomo che soffre di eiaculazione precoce è il maschio perfetto: si può riprodurre più volte senza distrarsi da eventuali pericoli". Come accade nel regno animale, fa notare Mirone, "dove i rapporti veloci sono una garanzia di sopravvivenza contro l'attacco di predatori più forti". Ma a fine anni '60 la svolta: anche lei ha cominciato ad avanzare qualche pretesa, ha smesso di nascondere il disappunto e ha smascherato l'uomo 'old style'.

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