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Medici e politici, serve legge per diffusione defibrillatori

Più defibrillatori sul territorio per fare fronte al rischio di arresto cardiaco improvviso che, ogni anno, uccide in Europa 700.000 persone, di cui 50 mila in Italia. Per questo, dunque, " occorre sostenere fortemente il disegno di legge in discussione al Senato sulla diffusione di questi apparecchi, automatici e semiautomatici, favorendo una cultura della prevenzione". E' il messaggio che arriva dalla tavola rotonda dedicata al tema a cui hanno partecipato, oggi a Roma, medici, politici e legislatori. L'incontro è stato organizzato dal Gruppo De Vita, all'Auditorium del Centro congressi dell'università Cattolica della capitale. Nel corso della tavola rotonda, Stefano De Lillo (Pdl), componente della Commissione Sanità del Senato, ha illustrato i punti principali del progetto di legge in discussione a Palazzo Madama, a partire dalla diffusione di questi apparecchi sui mezzi di soccorso mobile. Mentre Giuseppe Coppola, della Fondazione italiana cuore e circolazione-Onlus, ha parlato di alcuni progetti di sensibilizzazione che coinvolgono la scuola secondaria. Un discorso approfondito da Corrado Cecchetti, coordinatore nazionale gruppo di studio Sic emergenze cardiovascolari, con i risultati di un progetto di sensibilizzazione al primo soccorso svolto tra gli alunni della scuola primaria. Il ruolo che la scuola può svolgere nella prevenzione è stato sottolineato anche dalla donazione, da parte del Gruppo De Vita, di un defibrillatore semiautomatico all'Istituto Villa Flaminia di Roma, una scuola frequentata da 1.600 alunni. Infine Maurizio Santomauro, presidente del Gruppo per l'intervento nelle emergenze cardiologiche (Giec) ha mostrato come l'impiego dei defibrillatori e la loro diffusione abbia ridotto, in contesti specifici e dopo un'adeguata formazione, in maniera significativa la mortalità dell'arresto cardiaco. Nel nostro Paese i decessi per arresto cardiaco superano di sette volte quelli per incidente stradale, e di cinquanta volte quelli dovuti all'Aids. La sopravvivenza di chi è colpito è strettamente legata alla rapidità dell'intervento e ogni minuto di ritardo la riduce del 10%. Interventi mirati e rapidi di rianimazione, con personale adeguatamente addestrato anche a utilizzare il defibrillatore, aumentano di molto la possibilità di sopravvivenza e riducono l'incidenza dei danni cerebrali. La defibrillazione immediata, ossia l'uso di uno shock elettrico capace di rimettere in funzione il muscolo cardiaco, è raccomandata solamente se avviene entro i primi 2-3 minuti dall'evento. Gli incontri dedicati alla cardiologia, nell'Auditorium dell'università Cattolica capitolina, proseguono, nel pomeriggio, con la terza edizione del Rome Cardiology Forum: uno dei tre appuntamenti istituzionali di aggiornamento della Società europea di cardiologia, sotto il patronato dell'università La Sapienza e della stessa Cattolica del Sacro Cuore. L'incontro in corso rappresenta "un'occasione di scambio di idee e di confronto sulle frontiere più avanzate della cardiologia", si legge in una nota. Oltre cinquanta esperti cardiologi provenienti da tutto il mondo affronteranno temi di attualità, fornendo una visione prospettica dei nuovi confini e degli orientamenti di questa disciplina.

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