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Con la crisi bisturi batte medicina estetica

Alla bellezza non si rinuncia, nemmeno in tempo di crisi. Ma dovendo fare i conti, si preferiscono gli interventi chirurgici più cari ma anche duraturi, rispetto alle punturine e ad approcci soft. L'altra faccia della crisi economica passa anche dagli studi dei chirurghi plastici, con risultati inaspettati. "Dalla mia esperienza - dice infatti Alessandro Gennai, chirurgo plastico di Bologna - risulta che gli interventi di chirurgia sono aumentati del 15%, mentre quelli di medicina estetica fino a qualche mese fa sicuramente più gettonati, hanno subito una leggera flessione. Fra i più richiesti ci sono mastoplastica additiva, blefaroplastiche e lifting endoscopico". Gli interventi di chirurgia estetica sono definitivi: quindi non richiedono continui mini-ritocchi che, pur avendo un prezzo singolo decisamente più basso, costringono a mettere mano continuamente al portafoglio, spiega il chirurgo. "I progressi che le tecniche chirurgiche hanno fatto, rendendo gli interventi mini-invasivi, hanno avvicinato quanti vogliono vedersi con qualche anno in meno", continua Gennai. "In tempi di crisi c'è poi la tendenza a ripiegarsi su stessi per cercare delle auto gratificazioni. Vedersi meglio, aiuta a sentirsi meglio", precisa il chirurgo bolognese. Stessa tendenza viene segnalata da Francesco Bernardini, chirurgo oculoplasta specialista della zona occhi a Torino e Genova: "Sempre più pazienti vogliono uno sguardo giovane e senza rughe - afferma Bernardini - L'estetica e la cura di sé non conoscono crisi: le pazienti vogliono essere belle comunque. Anzi, si approfitta di un momento in cui i prezzi sono in alcuni casi ritoccati al ribasso e i pagamenti possono essere rateizzati. Nella chirurgia delle palpebre, poi, i risultati sono a lunghissima durata, sopra i 10 anni, e la blefaroplastica viene oggi eseguita con tecniche mini-invasive e sicure. Non manca però chi opta per piccoli ritocchi con tossina botulinica e filler che, sebbene non abbiano un effetto permanente, offrono un ringiovanimento efficace, hanno costi contenuti e si eseguono comodamente nel tempo di una pausa pranzo".A sottoporsi a interventi sono soprattutto donne, tra i 35 e i 55 anni, appartenenti a tutte le fasce sociali. In aumento, dicono i chirurghi, impiegate e insegnanti. Tra gli interventi più richiesti, la correzione delle palpebre superiori cadenti e la mastoplastica additiva. Non mancano poi gli uomini, soprattutto trentenni, che prestano molta attenzione al viso: sono
cresciuti infatti i trattamenti di tossina botulinica, le blefaroplastiche e i lifting endoscopici 'per lui'. In questi casi si vogliono correggere soprattutto le borse palpebrali inferiori e le rughe naso-geniene, tra le guance e il naso. Anche negli Stati Uniti la chirurgia plastica non sembra toccata dai venti di recessione. Secondo i dati dell'American Society of Plastic Surgeons (ASPS) nel 2008 gli specialisti statunitensi hanno eseguito oltre 12 milioni di interventi di chirurgia plastica a scopo estetico. Gli interventi chirurgici sono aumentati del 9%, quelli mini invasivi del 5%.

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