E' la casa il luogo più pericoloso quando si parla di infortuni. Sono 7mila, infatti, gli incidenti mortali che ogni anno si verificano tra le mura domestiche. Più di quelli sulle strade, che costano la vita a circa 6.500 persone l'anno e di quelli sui luoghi di lavoro, con circa 1.300 morti nel nostro Paese. Dati che contrastano con la percezione che gli italiani hanno degli ambienti più a rischio, orientata probabilmente anche della rappresentazione mediatica degli infortuni. Lo ricorda Marco Stancati, direttore della comunicazione Inail, a margine dell'incontro "Salute: come comunicarla?", organizzata oggi a Roma dall'Istituto Piepoli. La differenza tra realtà e percezione "testimonia la necessità di avere un'attenzione alla cultura della sicurezza - spiega Stancati - che non sia settoriale. C'è necessità di affermare comportamenti attenti non solo nel mondo del lavoro, dove giustamente c'è un'attenzione massima e su cui spesso sono puntati i riflettori". Per Stancati è difficile pensare che qualcuno possa essere un lavoratore e un datore di lavoro attento se poi dentro casa sua non lo è, oppure è 'distratto' sulla strada o allo stadio". Per questo "i nostri sforzi - dice Stancati - e le nostre campagne, non si sono limitati solo alla prevenzione degli incidenti sul lavoro. Abbiamo cercato di far crescere, in questi anni, una cultura della sicurezza in genere", conclude.
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