Un semplice test neurologico, di quelli fatti con il martelletto per misurare i riflessi, potrebbe essere meglio di una sfera di cristallo per i gerontologi. Sarebbe in grado, infatti, di svelare con anni di anticipo il rischio di decadimento mentale, ma anche di futuri 'acciacchi', problemi nel compiere gesti quotidiani, e addirittura morte degli anziani. Una sorta di segnale di allarme, per mettere in campo strategie di prevenzione. A sperimentare dal vivo il test, su 500 arzilli nonnini toscani, sono stati i ricercatori del Dipartimento di geriatria dell'Università di Firenze, autori di uno studio pubblicato sugli 'Archives of Internal Medicine'. La scoperta del test - utile a svelare con anni di anticipo problemi di salute che incombono sugli anziani - ha valso ai ricercatori, diretti da Marco Inzitari, un editoriale dei colleghi americani dell'Indiana University Center for Ageing Research, convinti che questo tipo di esame dovrebbe diventare parte dei controlli di routine per gli 'over 65'. "Sottili ma clinicamente rilevabili anomalie neurologiche, come riflessi ridotti e postura instabile, possono essere associate a pericoli silenziosi per la salute degli anziani adulti, apparentemente sani. Insidie che possono manifestarsi ad anni di distanza", spiega all'Adnkronos Salute Inzitari, temporaneamente distaccato all'Istituto dell'invecchiamento dell'Università autonoma di Barcellona (Spagna). "Abbiamo preso in esame gli 800 'over 65' di Dicomano (Firenze), sottoponendo a un esame clinico e neurologico solo i 506 che non avevano sintomi di malattie neurologiche nel 1995", racconta il ricercatore. Dopodiché tutti sono stati valutati di nuovo, dopo 4 e 8 anni. In pratica, i ricercatori hanno tenuto conto del numero di sottili anomalie rivelate dal test 'sfera di cristallo' ("un esame semplicissimo - assicura Inzitari - che si impara all'università"). Scoprendo che "la somma dei segni neurologici era associata a un maggior rischio di decadimento mentale e fisico dopo quattro anni, rispetto a quello delle persone che presentavano pochissime anomalie". Mentre a otto anni di distanza, per il gruppo con punteggi più alti al test, aumentava il pericolo di ictus e morte. Certo, si tratta di risultati che andranno confermati da ulteriori esami, ammonisce il ricercatore. "Ma da quanto emerso possiamo dire che si tratta di un esame semplice e utile per identificare gli anziani particolarmente fragili, in tempo per poter studiare interventi di prevenzione. E soprattutto di un test che andrebbe fatto a tutti, anche a quelli che apparentemente non hanno problemi". In futuro, dunque, i medici potrebbero davvero avere in mano una sorta di sfera di cristallo, in grado di rivelare senza costi o fastidi per i pazienti le possibili minacce nel futuro delle 'tempie grigie'. E questo non per spaventarle, ma "per mettere in piedi specifici interventi preventivi", conclude Inzitari.
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