Dopo una battaglia che fino a pochi anni fa sembrava destinata alla sconfitta, oggi siamo in grado di garantire anche l'88% di sopravvivenza ai malati di leucemia, con strategie terapeutiche personalizzate per assicurare a ciascuno il farmaco 'più giusto', e un impegno a tutto campo per la qualità di vita dei pazienti. È un attacco su più fronti quello sferrato contro i tumori del sangue, come hanno detto gli esperti oggi a Roma in occasione della prossima 'Giornata nazionale per la lotta contro le leucemie, i linfomi e il mieloma', promossa dall'Ail (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma), che si celebra in tutta Italia il 21 giugno. In occasione della Giornata, otto illustri ematologi saranno a disposizione dei cittadini dalle 8.00 alle 20.00 di lunedì 23 giugno, per consigli e risposte personalizzate e gratuite, al numero verde attivato ad hoc (800226524). Alla cornetta un pool di specialisti di fama, capitanati da Franco Mandelli, ematologi della Sapienza di Roma e presidente Ail, che sottolinea come "grazie agli straordinari progressi ottenuti nella diagnosi e nella cura delle malattie ematologiche, per alcune forme assistiamo a un'esplosione di risultati capaci di cambiare lo scenario in brevissimo tempo. Non possiamo più accontentarci di assicurare ai pazienti la sopravvivenza, che può arrivare anche a più di 10-15 anni. Dobbiamo preoccuparci anche di come vivono queste persone: è importante disporre di terapie non solo efficaci ma anche poco tossiche". Uno dei maggiori successi della ricerca in questo campo è stato ottenuto contro la leucemia mieloide cronica (Lmc), una forma che colpisce 900 nuove persone ogni anno in Italia, con circa 7-8.000 malati stimati nella Penisola. Un farmaco selettivo, imatinib (Glivec*, Novartis), "ha migliorato in modo straordinario le prospettive per i pazienti - sottolinea Michele Baccarani, direttore dell'Istituto di ematologia e oncologia medica Seragnoli di Bologna - con una sopravvivenza globale a 6 anni dell'88%, che arriva al 95% escludendo dall'analisi i decessi non correlati alla Lmc". Ma non basta. "Occorre poter offrire una vita di qualità ai pazienti - aggiunge Mandelli - per questo sta per partire in Italia il primo studio al mondo sulla qualità della vita dei malati con Lmc, trattati con il Glivec*". Obiettivo dello studio - che coinvolgerà 25 centri di ematologia su tutta la Penisola e le sezioni dell'Ail, "è aiutare i pazienti a vivere meglio, fornendo ai medici tutte le informazioni utili per la gestione della terapia della leucemia mieloide cronica", spiega il coordinatore dello studio, Fabio Efficace, 'cervello' italiano da un anno rientrato dall'estero e responsabile della ricerca sulla qualità della vita di Gimema (Gruppo italiano malattie ematologiche dell'adulto). "Cercheremo di capire quali sono i fattori che favoriscono l'aderenza alle cure, per usare al meglio le nuove armi terapeutiche di cui disponiamo". Per i pochi pazienti con Lcm andati incontro a un fallimento terapeutico a causa della comparsa di resistenza o intolleranza all'imatinib, sono disponibili nuovi farmaci disegnati ad hoc, con maggiore selettività e potenza. L'obiettivo di azzerare le resistenze e assicurare al maggior numero di pazienti una buona qualità di vita può essere raggiunto anche attraverso una terapia sempre più personalizzata. "A breve - assicura Baccarani - disporremo di un test che ci permetterà di sapere se il dosaggio di imatinib è corretto e quindi di 'tararlo' per offrire la giusta opzione terapeutica a ogni tipologia di paziente, 'dirottando' il paziente sui farmaci di seconda generazione quando necessario". In occasione della Giornata nazionale per la lotta contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, in tutta Italia le sezioni dell'Ail promuoveranno iniziative e incontri aperti per sensibilizzare la popolazione su queste malattie e sui progressi compiuti dalla ricerca.
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