Primavera, tempo di pic-nic. Complici i 'ponti' delle festività in arrivo, molti italiani si riverseranno su prati di campagna o di montagna alla ricerca di una boccata d'aria pura. Ma quella che vuole essere una salutare sortita nella natura potrebbe trasformarsi in una giornata poco piacevole. ''Le zecche che vivono tra l'erba incolta e i cibi conservati male sono i possibili guastafeste in agguato'', spiega all'ADNKRONOS SALUTE il microbiologo dell'università di Verona Giuseppe Cornaglia, presidente della Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid), riunita a Barcellona per il suo congresso annuale. ''Per ridurre al minimo i rischi di venire punti da questi insetti - dice - è bene non avventurarsi tra le erbacce con troppi centimetri di pelle scoperta. E, prima di sedersi a terra, stendere una coperta che - precisa - ha la funzione importante di isolarci da possibili incontri fastidiosi, e non di farci stare più comodi''. Le zecche sono portatrici di numerose malattie, ricorda l'esperto italiano, tra cui la richeziosi. ''Senza pensare a patologie gravi, le altre sono comunque poco piacevoli, e si risolvono con la febbre''. Un'altra precauzione di cui tener conto, prosegue Cornaglia, ''è che la coperta usata per sedersi sul prato, al termine del pic-nic, deve essere riposta a parte e mandata a lavare. E mai e poi mai essere usata per coprire il proprio figlio che schiaccia un pisolino sul sedile posteriore lungo la via del ritorno a casa''. Le precauzioni che vanno prese per le persone dovrebbero essere adottate anche per gli amici a 4 zampe, che spesso sono inseparabili compagni di scampagnate. ''Prima di risalire in macchina, se possibile - continua il microbiologo - andrebbe controllato se tra il pelo si è annidata qualche zecca. E in ogni caso l'animale dovrebbe essere portato dal veterinario per una visita di controllo''. Capitolo a parte spetta invece a uno degli ingredienti principali del pic-nic: il cibo. ''La regola base è quella di abolire creme, salse e maionese. Cioè il principale terreno di coltura di infezioni gastrointestinali. Ma - prosegue Cornaglia - in generale il cambiamento di abitudini ci espone maggiormente a rischi. Dunque bisogna prestare qualche attenzione in più''. Per esempio ''evitare cibo e bevande di dubbia provenienza''. Ma, avverte l'esperto italiano, ''bisogna anche considerare che un cibo sano conservato male può trasformarsi in una bomba batteriologica. Basta lasciarlo nel bagagliaio dell'auto sotto al sole. E a nulla vale il fatto che sia cotto e non crudo''. Infine un avvertimento per chi andrà in montagna. ''Non è detto che l'acqua di sorgente sia fresca e pura. Fresca magari lo sarà - conclude Cornaglia - ma sul pura c'è molto da discutere. Meglio non bere''.
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