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ISS, diossina nel piatto da tempi di mummie egizie

La diossina finisce sulle tavole dell'uomo "dai tempi delle mummie egizie. Impossibile farne a meno. Anche se la chimica del cloro messa a punto nel secolo scorso ha aumentato i residui nell'ambiente, e dunque la diossina". Alessandro Di Domenico, dirigente di ricerca del dipartimento Ambiente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), rassicura gli appassionati di mozzarella di bufala chiamando in causa la storia. "Se la mozzarella di bufala vi piace, compratela. E mangiatela. Le probabilità di assumere diossina in quantitativi pericolosi sono rare. Bisognerebbe - dice all'ADNKRONOS SALUTE - che se ne mangiassero grandi quantità, tutti i giorni per diversi mesi". Di Domenico ha condotto, all'Iss, gli esami sui campioni di mozzarella di bufala sospetti, e ha analizzato i dati. E alla luce di quanto visto rassicura: "Non ci sono pericoli, anche in caso di ingestione occasionale di mozzarella con quantitativi di diossina oltre la soglia di non conformità, pari a 3 picogrammi per grammo di grasso. Anche perché - precisa - il limite imposto non indica la soglia di pericolo, ma rappresenta un livello di protezione per il consumatore". Ciò non toglie, rivela l'esperto, che "la diossina, comealtre 12 sostanze definite dalla Convenzione di Stoccolma, faccia parte di un elenco di sostanze molto tossiche, tra cui i pesticidi clorurati, definite indesiderabili. Per questo - continua - esiste un impegno a ridurne al minimo le concentrazioni, anche per via dell'assenza di fattori nutrizionali. Insomma, si tratta di sostanze che non sono benefiche". Più delle tracce di diossina oltre i limiti, a preoccupare Di Domenico è il fatto che "dal 2001, anno in cui si sono registrate le prime positività alla diossina delle mozzarelle campane, non si è riusciti ancora a trovare le fonti dell'inquinamento. Nonostante si sia lavorato alacremente almeno fino al 2005. Ora - conclude - sono in corso provvedimenti più stringenti, speriamo di riuscire a scoprire da dove proviene la diossina che finisce nelle mozzarelle".

 

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