Gli ottomila Comuni italiani scendono in campo in auto di chi vuole dire sì alla donazione di organi e tessuti. Grazie a un 'restyling' del decreto ministeriale che regolamenta l'espressione della manifestazione di volontà sul delicato argomento, da oggi sarà possibile dare il proprio assenso, ma anche dissenso naturalmente, alla donazione di organi e tessuti non solo nelle aziende ospedaliere e negli studi dei medici di famiglia, ma anche nei numerosissimi uffici comunali sparsi da un estremo all'altro dello Stivale. Lo ha annunciato oggi il ministro della Salute Livia Turco, in una conferenza stampa sul tema nella sede del dicastero. "Spero che questa - afferma il ministro - rappresenti una possibilità in più per la raccolta di consensi alla donazione. Ringrazio pubblicamente l'Anci (Associazione nazionale comuni italiani) per l'intesa che ha reso possibile tutto ciò. Speriamo che la raccolta nei Comuni diventi operativa il più rapidamente possibile". In alcuni uffici comunali del belpaese, del resto, questa possibilità è offerta ai cittadini già da diverso tempo. Si tratta dei Comuni 'apripista', il primis proprio quello di Roma. Il ministero stesso, sull'esempio del progetto capitolino, ha avviato lo scorso anno una campagna che ha coinvolto alcuni Comuni dell'Umbria, del Veneto e del Friuli. Ma ora la possibilità è offerta a ogni Comune italiano. "Crediamo che l'idea di costruire un Paese solidale e attento alle istanze della società - sottolinea il ministro - passi anche attraverso l'incentivazione di questi interventi integrati tra diverse amministrazioni e mirati al pieno coinvolgimento dei cittadini".
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