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Nonna coraggio a Treviso, operata a 103 anni

Nonna coraggio a Treviso. Un'anziana di 103 anni, colpita da occlusione intestinale, nonostante i rischi legati alla veneranda età ha voluto entrare in sala operatoria per risolvere il suo problema e tornare alla vita di tutti i giorni. A riferire l'eccezionale intervento di chirurgia d'urgenza è l'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Operata con successo il 3 gennaio, la supernonna è stata dimessa il 18 gennaio e ha potuto così riprendere la sua tranquilla esistenza. L'intervento è stato eseguito nella IV Chirurgia dell'Azienda Ulss 9 di Treviso, diretta da Nicolò Bassi, in collaborazione con l'Unità di Anestesia e rianimazione diretta da Carlo Sorbara. La signora - riferisce l'Ulss 9 in una nota - è stata ricoverata d'urgenza il 31 dicembre nel Reparto di geriatria del Ca' Foncello, diretto da Massimo Calabrò. Oltre a un focolaio di broncopolmonite, i medici hanno diagnosticato altri sintomi tra cui grave disidratazione e vomito, che gli esami hanno collegato a una seria occlusione intestinale. Dopo alcune consultazioni tra i medici, la paziente e i suoi familiari, si è deciso di procedere all'intervento chirurgico pur nella consapevolezza dell'alto rischio operatorio. La determinazione della 'nonnina' a non volersi sottrarre alla via chirurgica è stata determinante, assicurano i sanitari. Risvegliatasi dall'anestesia senza evidenti deficit neurologici, la paziente è stata ricoverata in Rianimazione fino al 7 gennaio, quando è trasferita nell'area degenza.L'8 gennaio era già tornata in Geriatria, e dopo appena qualche giorno ha iniziato ad alimentarsi normalmente. Ora sta bene ed è di nuovo a casa. "Mi complimento con i nostri professionisti della IV Chirurgia, dell'Anestesia e della Geriatria - commenta il direttore generale dell'azienda Ulss 9, Claudio Dario - che con una attenta e continua collaborazione hanno saputo governare eventuali eventi negativi, trasformando un caso di estrema difficoltà in un successo clinico. Date le caratteristiche anagrafiche della paziente, infatti, possiamo parlare di un risultato veramente importante", assicura il manager. Ricordando che "il grande anziano, anche quando come nel caso di questa signora gode di ottime condizioni generali e conduce una vita autonoma, è costretto ad affrontare un simile stress chirurgico senza una minima riserva funzionale utile in caso di complicazioni gravi".

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