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Sirchia, Italia partita bene su legge anti fumo ma colpevole inerzia istituzioni

Da oggi sigarette addio nei locali pubblici d'Oltralpe? La Francia "arriva un bel pezzo dopo l'Italia, che è partita prima e bene, ma oggi sconta una colpevole inerzia delle istituzioni". Il commento arriva dall'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, 'padre' della legge che tre anni fa ha spento le sigarette in bar, pub e ristoranti della Penisola. Insomma, dalla Francia arriva "una buona notizia - dice Sirchia all'ADNKRONOS SALUTE - che però da questa parte delle Alpi si scontra con l'inerzia delle istituzioni", accusate senza mezzi termini dall'ex ministro di non sostenere la 'sua' legge.

"Se ancora oggi le persone mi fermano in strada per esprimermi la loro soddisfazione, devo constatare però che ministero, Regioni, Asl e Comuni non sostengono il provvedimento", attacca l'ex responsabile del dicastero di Lungotevere Ripa. Un disinteresse testimoniato dal fatto che "non vengono aggiornati con regolarità i dati sul consumo di sigarette. E dall'assenza di controlli. Così - prosegue - se nei locali pubblici la norma si rispetta piuttosto bene, questo non accade sui posti di lavoro. Tanto che la gente spesso mi avvicina per segnalarmi il problema. Insomma le Asl, che dovrebbero fare i controlli, non li fanno". Non solo, "questa estate - racconta l'ex ministro - giravano in spiaggia belle ragazze che regalavano sigarette, anche ai ragazzini. Dunque la promozione continua tranquillamente, nonostante i divieti". Sirchia se la prende, poi, con l'assenza di iniziative pratiche, mirate a contrastare l'iniziazione al fumo dei minori. "Si sa che, una volta cominciato, è difficile smettere. Bisogna parlare ai ragazzi e mostrare loro cosa fa davvero il fumo alla salute".

Sotto accusa, il perdurare di 'cattivi esempi'. "Basti pensare alla Formula Uno, dove tutto continua come prima. O ai film. Ministero e Regioni, di fronte a tutto questo e al danno reale provocato dal fumo sono assenti - sostiene l'ex ministro - mancano campagne e iniziative pratiche e incisive, mirate ai più giovani, contro i danni da 'bionde'. Intanto i ragazzini 'assaggiano' la prima sigaretta sempre prima, e cresce il consumo di alcolici. Se continua così - conclude tristemente - ci troveremo davanti a una generazione a rischio".

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