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12 DIC
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L'ospedalizzazione domiciliare

Sanità In questo Canale:

L'ospedalizzazione domiciliare

L'ospedalizzazione domiciliare è un tipo di assistenza a domicilio che consente di garantire al paziente tutte le prestazioni che normalmente vengono erogate in ospedale, sotto la responsabilità della divisione ospedaliera che lo mantiene in carico

L'ospedalizzazione domiciliare è un tipo di assistenza a domicilio che consente di garantire al paziente tutte le prestazioni che normalmente vengono erogate in ospedale. A differenza di quanto avviene nell'assistenza domiciliare integrata, la responsabilità della cura del malato non ricade sul medico di medicina generale, ma sulla divisione ospedaliera che lo mantiene in carico.

L'ospedalizzazione domiciliare presenta un doppio vantaggio, rispetto alla degenza in ospedale: da un lato, consente alla persona malata di godere di una qualità della vita nettamente superiore; dall'altro, permette al Servizio Sanitario Nazionale di sopportare costi inferiori. Ciò nonostante, è attiva in poche regioni.

Che cosa offre

Tipicamente, l'ospedalizzazione domiciliare garantisce:

  • 2 ore al giorno di presenza infermieristica;
  • una visita giornaliera da parte di un medico dell'ospedale (o del medico generico, in collegamento con la divisione ospedaliera di riferimento);
  • un collegamento telefonico permanente con l'equipe ospedaliera;
  • la possibilità di visite specialistiche;
  • una segreteria organizzativa.
Quando vi si ricorre 

Le patologie rispetto alle quali risulta più opportuno ricorrere all'ospedalizzazione domiciliare sono le malattie cerebrali croniche, i tumori, le ischemie cardiache, le malattie dei vasi sanguigni periferici, le complicanze di stati prolungati di immobilità. Essa rappresenta inoltre una soluzione idonea anche per i malati cronici anziani e per i malati in fase terminale.

Altrimenti, si ricorre all'ospedalizzazione domiciliare in caso di degenza prolungata, per ridurne gli effetti negativi, anticipando le dimissioni dall'ospedale.

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