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18 AGO

Biotestamento: cos'è e come funziona

Sanità In questo Canale:

Biotestamento: cos'è e come funziona

A proposito di:

Il biotestamento, o DAT, permette l'autodeterminazione delle proprie volontà in materia di trattamenti sanitari quando non si ha più la capacità di intendere e di volere. Ecco di cosa si tratta

​Il 31 gennaio 2018 è entrata in vigore la legge sul testamento biologico (n° 219/2017), o biotestamento. Tale documento, dal nome ufficiale di "Disposizioni anticipate di trattamento" (DAT) deve essere scritto nella piena capacità di intendere e di volere da persone che abbiano superato la maggiore età.

Biotestamento: a cosa serve

Tramite il biotestamento è possibile ratificare le proprie volontà in merito a eventuali trattamenti sanitari o terapie mediche che, nel momento in cui non sarà più possibile esprimere il proprio parere a causa di malattie o patologie invalidanti, si vogliono ricevere o meno.

Attraverso le DAT si può dunque effettuare una scelta ben determinata, a seguito però di una indispensabile informazione medica sulle conseguenze di entrambe le eventualità, ovvero che ci si voglia o meno sottoporre a trattamenti sanitari decisi dai medici.

Biotestamento: come funziona e come renderlo valido

Affinché le DAT siano valide è necessario che il richiedente, verificate le condizioni già citate ovvero relative all'essere maggiorenni e nel pieno della propria capacità di intendere e di volere, le esprima in forma scritta o attraverso videoregistrazione / dispositivi per la comunicazione se si è impossibilitati alla scrittura.

Le DAT possono essere consegnate di persona all'Ufficio dello Stato Civile del Comune in cui si risiede o alla struttura sanitaria, laddove siano state adottate le misure necessarie alla ricezione delle stesse, oppure conservate in forma di scrittura privata autenticata o atto pubblico.

Biotestamento: chi è il fiduciario

Il fiduciario è colui che sottoscrive, insieme all'interessato, le DAT. Tale sottoscrizione, richiede che la persona incaricata sia maggiorenne e capace di intendere e di volere, oltre che ad accettare esplicitamente la nomina sia nell'atto originario che successivamente, con un atto successivo in aggiunta al precedente.

Nel tempo, il fiduciario può essere rimosso dall'incarico o egli stesso rinunciare del tutto, facendone comunicazione all'interessato. Sebbene all'interno del testo di legge non sia prevista la possibilità di nomina di più fiduciari, tale scelta può essere utile nel caso di rinuncia dell'incaricato principale o di sopraggiunta incapacità o morte dello stesso. In tal caso una nomina di più fiduciari può aiutare a costruire un ordine di persone che possono raccogliere le volontà in caso di necessità.

Questa figura non risulta però indispensabile: infatti, in caso di mancanza di un fiduciario, il biotestamento (ovvero le DAT) resta comunque valido. Sarà poi il giudice tutelare a indicare tramite nomina un amministratore.

Biotestamento: se si cambia idea?

In caso di rinnovo o revoca, le DAT possono essere modificate in ogni momento, attraverso uno dei canali validi. In caso di decisione presa o cambiata in situazioni di emergenza che non permettono di utilizzare le stesse modalità scelte in precedenza è possibile ricorrere a una dichiarazione, sia in forma verbale che videoregistrata da un medico, rilasciata alla presenza di due testimoni.

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