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29 MAG
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Antibiotici: quando e come usarli

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Antibiotici: quando e come usarli

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Breve guida a queste preziose medicine, efficaci contro i batteri, ma non contro i virus, e perciò inadatte, anzi dannose, contro il raffreddore e la normale influenza. Come funzionano gli antibiotici e quali cautele è bene osservare al momento di assumerli

​​Gli antibiotici, a partire dalla scoperta della penicillina nel 1928, hanno avuto un ruolo decisivo nel diminuire la mortalità per malattie infettive. Per la maggior parte, si tratta di sostanze naturali prodotte da microrganismi (soprattutto funghi) per uccidere altri microrganismi. Tali sostanze naturali vengono però modificate chimicamente in laboratorio.

Come funzionano

Gli antibiotici agiscono contro i batteri essenzialmente in due modi: distruggendo l'involucro cellulare del batterio, quindi uccidendolo, oppure bloccandone la crescita, per lasciare poi al sistema immunitario il compito di eliminarli definitivamente.

Gli antibiotici sono fondamentalmente di due tipi:

  • quelli ad ampio spettro, che agiscono su molte specie di batteri, quindi su molte infezioni;
  • quelli a spettro limitato, i quali esercitano una azione più selettiva, mirata ad alcune infezioni in particolare.
La cosa più importante da sapere

Gli antibiotici si utilizzano contro i batteri e non per combattere i virus, contro i quali sono assolutamente inefficaci. Servono perciò a combattere le infezioni batteriche, come per esempio tonsilliti, polmoniti e meningiti. Non servono contro influenza e raffreddore, che sono causati da virus: in questi casi la somministrazione di antibiotici può essere addirittura dannosa.

Quando avvertiamo i primi sintomi, per capire se si tratta di una infezione batterica o virale, dobbiamo rivolgerci al medico. Solo dopo la visita, e a seguito di eventuali esami diagnostici, il medico sarà in grado di decidere se prescrivere o meno medicinali antibiotici.

Come usarli

Gli antibiotici vanno presi ad intervalli regolari, secondo il dosaggio e a frequenza indicati dal medico. È consigliabile farlo sempre negli stessi orari della giornata (ad esempio, alle 7, alle 15 e alle 23, se va preso ogni 8 ore). Se si inizia a prenderli, è necessario proseguirne l'assunzione per tutto il tempo che ci è stato indicato, anche se i sintomi sono scomparsi. Per eliminare tutti i batteri patogeni, infatti, gli antibiotici necessitano di alcuni giorni o settimane, a seconda della gravità dell'infezione. Sospendere la terapia ai primi segni di miglioramento è perciò una pratica del tutto scorretta, perché gli eventuali batteri sopravvissuti possono diventare più resistenti.

La confezione di medicinale non va conservata per usi futuri, sia perché il quantitativo di una scatola di solito corrisponde al trattamento minimo necessario, sia perché ogni patologia ha bisogno del suo antibiotico e il fai-da-te va assolutamente evitato.

Effetti collaterali

Gli antibiotici uccidono sia i batteri patogeni che quelli utili della flora. Perciò la terapia antibiotica può indurre cambiamenti della flora batterica, soprattutto quella intestinale, e provocare effetti collaterali, quali ad esempio la comparsa di diarrea. Per eventuali rimedi a tali inconvenienti, è anche in questo caso opportuno rivolgersi al medico.

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