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18 OTT
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La perdita dell'udito dovuta all'età

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La perdita dell'udito dovuta all'età

A proposito di:

La perdita dell'udito dovuta all'avanzamento dell'età è un fenomeno del tutto naturale, un normale passaggio della vita, da affrontare con la massima serenità

La perdita dell'udito dovuta all'avanzamento dell'età si chiama "presbiacusìa". Si tratta di un fenomeno del tutto naturale, perciò si tende a non considerarla come una patologia vera e propria, ma soltanto un segno fisiologico dell'invecchiamento, un normale passaggio della vita nel suo svolgersi. Circa metà delle persone anziane con più di 75 anni accusa un certo grado di perdita delle funzioni uditive.

Le cause

All'interno di ciascun orecchio ci sono circa 16 mila cellule provviste di piccoli peli, le "cellule ciliate", che hanno la funzione di intercettare le onde sonore e trasformarle in impulsi nervosi da inviare al cervello. Le cellule ciliate non sono in grado di rigenerarsi, quando capita loro di danneggiarsi o morire. È per questo che la maggior parte delle perdite uditive sono permanenti.

Oltre all'invecchiamento, altre cause che possono contribuire alla perdita dell'udito sono: i fattori ereditari; il fumo; l'abuso di alcuni farmaci, l'ipertensione e l'aterosclerosi.

Un'ulteriore causa è l'esposizione al rumore intenso, se protratta negli anni. In questo caso, però, anziché di presbiacusia, è più appropriato parlare di danno da rumore.

I sintomi

La perdita di udito si manifesta gradualmente nel tempo. Per lo più si ha difficoltà a percepire i toni più acuti (cinguettio, campanello della porta, suono del telefono). Col peggiorare dei sintomi, si perde anche la difficoltà a percepire i suoni di tono basso (rombo di motore).

Ecco i sintomi tipici della presbiacusia, che bisogna fare attenzione a distinguere, con l'aiuto di uno specialista, da eventuali altre patologie:

  • alcuni suoni sembrano troppo forti;
  • problemi a sentire se c’è del rumore di sottofondo;
  • problemi a capire soprattutto la voce di donna o dei bambini;
  • maggiore difficoltà a sentire suoni acuti come quelli della "s" o della "z";
  • impressione che molte persone non parlino chiaramente;
  • impressione di sentire sibili o campanellini;

Inoltre, se capita di non riuscire a capire quando più persone parlano contemporaneamente, se si hanno problemi a sentire al telefono, se capita di fraintendere quello che le persone stanno dicendo, se si chiede spesso alle persone di ripetere, oppure se le persone si lamentano per il volume della Tv troppo alto, la diagnosi più probabile è quella della presbiacusia.

Tipicamente, diventa più difficile sentire le consonanti, rispetto alle vocali. Pertanto il suono risulta più "impastato". È questo il motivo per cui le persone anziane hanno più difficoltà a capire i film doppiati, nei quali è impossibile interpretare il labiale.

La diagnosi

La presbiacusia è un deficit uditivo "subdolo". Infatti, non ci rendiamo conto subito che stanno diminuendo le nostre capacità uditive, perché il nostro sistema neurosensoriale si adatta gradualmente alla nuova situazione. Anche i nostri normali interlocutori si adattano, alzando il loro tono di voce.

Per diagnosticare la presbiacusia, è opportuno farsi visitare da uno specialista, cioè un otorinolaringoiatra o un audiologo, il quale ricorrerà primariamente alla più efficace delle indagini: l'audiometria vocale, generalmente effettuata a viva voce. Per effettuarla, un tecnico specializzato, l'audiometrista, pronuncia frasi e parole che il paziente deve poi ripetere.

Il trattamento

Considerata la sua irreversibilità, la presbiacusia non può essere curata. Ne possono però essere attenuati gli effetti, con l'ausilio di protesi. Le protesi acustiche sono strumenti che si indossano dietro l’orecchio o al suo interno. Aumentando il volume dei suoni, li rendono più facilmente udibili.

Il ruolo di familiari e amici

La sordità va condivisa con le persone più vicine, in modo che possano essere d'aiuto. Chi ha a che fare con una persona che ci sente poco, deve avere l'accortezza di: parlare alla persona guardandola in faccia; parlare più forte, ma senza urlare, e più chiaramente (senza bisogno di farlo lentamente); eliminare rumori di sottofondo, come radio o Tv.

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