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29 MAG
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Influenza: cos'è e come si cura

Salute e Prevenzione In questo Canale:

Influenza: cos'è e come si cura

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L’influenza è una malattia nota, ma non facile da riconoscere, perché molti dei suoi sintomi sono caratteristici anche delle sindromi parainfluenzali - come raffreddore, faringite, laringite, tracheite, bronchite e polmonite - causate da altri microrganismi

Arriva l'inverno e, come ogni anno, insieme al freddo ecco fare capolino all'influenza, malattia ricorrente non sempre facile da distinguere dalle cosiddete sindromi parainfluenzali, ovvero raffreddore, bronchite e polmonite fino a tracheite, laringite e faringite, causate da differenti microrganismi a causa delle sintomatologie fin troppo simili.​​​​​​

L'influenza​: come riconoscerla

Per riconoscere l'influenza può essere di sicuro aiuto conoscerne le caratteristiche peculiari: si scatena soprattutto in inverno, ovvero nel periodo che va da dicembre a marzo, ​ha una durata non superiore alla settimana - più un eventuale periodo di recupero - in cui compaiono sintomi come febbre alta, raffreddore e/o altri problemi alle vie respiratorie, gola arrossata e dolorante, dolori muscolari.

Per le persone di età superiore ai 75 anni, l'influenza potrebbe essere leggermente differente, con temperatura più bassa ma caratterizzata da astenia, articolazioni e muscoli doloranti oltre a un'intensificazione di tutti quei piccoli disturbi specifici dell'età avanzata.

Influenza 2016-2017​

Per l'inverno 2016-2017​, il vaccino utilizzato per combattere l'epidemia influenzale è composto da u​na nuova variante antigenica di sottotipo H3N2, ovvero A/Hong Kong/4801/2014, in sostituzione del ceppo A/Switzerland/9715293/2013 e una variante appartenente al lineaggio B/Victoria/2/87, cioè B/Brisbane/60/2008; è stato invece eliminato il ceppo vaccinale B/Phuket/3073/2013 appartenente al lineaggio B/Yamagata/16/18.

Il ​monitoraggio della circolazione dei virus influenzali è stato attivato a partire dalla 46ª settimana dell'anno (17 ottobre 2016) e proseguirà fino al 30 aprile 2017.​ I risultati raccolti saranno consultabili sui siti web del Ministero della Salute, dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e del ​​​​Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), e verranno aggiornati con cadenza settimanale.

Il picco influenzale per questa stagione è previsto per gennaio 2017 e, secondo le previsioni, potrebbe coinvolgere oltre 6 milioni di italiani.​ Secondo i dati registrati da Influenet, a partire dall'inizio del monitoraggio all'inizio della prima settimana di dicembre, l'influenza ha fatto registrare oltre 360mila casi​ su tutto il territorio italiano; in particolare, tra le aree più colpite con un'incidenza al di sopra ​​della soglia epidemica per la settimana di riferimento ​​vi sono le regioni Piemonte, Emilia Romagna e la Provincia Autonoma di Trento.

A farne le spese, soprattutto in questa prima fase, sono state le fasce di età più basse, ovvero tra 0 e 4 anni. Tra i virus colpevoli della prima fase dell'epidemia influenzale vi sono queii considerati “cugini”, ovvero i virus parainfluenzali che causano sintomatologie respiratorie e gastrointestinali.

Il vaccino: chi deve e chi non deve farlo

Da somministrarsi tra la metà di ottobre e la fine di dicembre, il vaccino antinfluenzale può rivelarsi di fondamentale importanza per alcune categorie di persone come le persone anziane o affette da patologie che potrebbero essere aggravate dall'influenza; allo stesso modo le donne in gravidanza al 2° o 3° trimestre e i medici o personale medico a contatto con soggetti a rischio possono trarre giovamento dalla vaccinazione.

Ovviamente, tornano sempre utili le normali precauzioni contro la diffusione e il contagio da parte dei virus: lavarsi le mani di frequente, buttare i fazzoletti utilizzati (se di carta) e cercare di evitare, per quanto possibile, di condividere spazi piccoli e poco areati con persone contagiate e in fase acuta.

Alcune categorie possono richiedere la vaccinazione gratuita, normalmente disponibile nelle Asl e nelle farmacie comunali. A poterne farne richiesta sono le seguenti categorie di persone:

  • età superiore a 65 anni
  • affette da patologie croniche dell'apparato cardiocircolatorio e respiratorio (es. asma, bronchite cronica, enfisema)
  • affette da malattie metaboliche (es. diabete, di tipo reumatico o immunologico)
  • lavoratori presso servizi pubblici
  • assistenti di persone anziane e/o a rischio
  • in attesa di interventi chirurgici di grande entità
Vaccino: quali precauzioni prendere prima di effettuarlo

Prima di effettuare il vaccino antinfluenzale è sempre necessario il parere positivo del medico curante, in particolare per le categorie di persone che in passato hanno riscontrato alcune tipologie di allergie, come quelle alle proteine dell'uovo o problemi immunitari di differente natura.

Le donne in gravidanza o in fase di allattamento, invece, non dovrebbero riscontrare alcuna problematica con la somministrazione; in ogni caso è sempre meglio rivolgersi al proprio medico di famiglia.

Una volta effettuato il vaccino, il quale può essere somministrato anche in contemporanea con altri vaccini e che deve essere conservato tra +2°C e + 8°C senza essere congelato, potrebbero però comparire alcuni effetti collaterali. Tra i più comuni vi sono febbre leggera e malessere generale, con possibilità di dolori muscolari, insieme ad arrossamenti e prurito nella zona dell'iniezione.

Tali reazioni non sono solitamente pericolosi; in caso dovessero sussistere dopo 1 o 2 giorni dalla vaccinazione è però caldamente consigliata una visita al proprio medico curante o, nei casi più gravi, al pronto soccorso più vicino.

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