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11 DIC
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Fare il bagno senza rischi, al mare o al lago

Salute e Prevenzione In questo Canale:

Fare il bagno senza rischi, al mare o al lago

A proposito di:

Tutti conosciamo qualche aneddoto spiacevole legato a bagni al mare o al lago, perché i pericoli non mancano. Ma si possono anche evitare, adottando alcune sagge precauzioni, senza rinunciare al piacere di una nuotata

​​Prendere il sole (moderatamente) nelle località di mare o in riva al lago e fare il bagno sono alcuni dei piaceri tra i più salutari. Il moto ondoso, il sale e i minerali presenti nell'acqua, ma anche il movimento senza sforzo, sono tonificanti per muscoli, circolazione e metabolismo.

Ma anche il mare o il lago possono essere fonti di pericolo, se non facciamo la giusta attenzione. Per questo, ecco i consigli per un mare sicuro della Guardia Costiera, per farsi un bel bagno senza correrre rischi:

  • evitare di fare il bagno se non si è in perfette condizioni psicofisiche;
  • non forzare il fisico arrivando allo stremo, anche se si è un buon nuotatore;
  • dopo una lunga esposizione al sole, è meglio entrare in acqua gradualmente, bagnando prima la nuca, l'addome e il petto; dopo un colpo di sole, in ogni caso, il bagno va evitato;
  • lasciare trascorrere almeno tre ore dall'ultimo pasto prima di fare il bagno, per essere sicuri che il processo della digestione sia completato;
  • non entrare in acqua quando è esposta la bandiera rossa, che indica sempre una condizione di pericolo per i bagnanti, né fare il bagno se il mare è mosso, se spirano forti venti, se vi sono forti correnti, se l'acqua è molto fredda o se ha una temperatura molto inferiore a quella dell'ambiente;
  • chi non sa nuotare deve fare il bagno esclusivamente in acque molto basse e sotto il controllo visivo di qualcuno che sappia nuotare; il terreno, infatti, può essere irregolare ed avere pericolosi avvallamenti dove non si tocca;
  • non allontanarsi oltre le boe che delimitano la distanza di sicurezza dalle coste, specialmente se da soli; oltre la distanza di sicurezza, i bagnini non possono più aiutare, in caso di difficoltà;
  • non tuffarsi dagli scogli, se non si è provetti tuffatori; in ogni caso, accertarsi della profondità dei fondali prima di tuffarsi; molte persone hanno subito gravi danni alla spina dorsale, tuffandosi in acque non abbastanza profonde.
Aspettare la digestione

Il tempo di tre ore indicato dalla Guardia Costiera fa riferimento, precauzionalmente, ad una situazione media. Quello che va evitato è di immergersi in acqua più fredda, rispetto alla temperatura ambiente, quando la digestione è ancora in corso.

Pertanto, se la temperatura dell'acqua è simile a quella dell'aria, non ci sono grossi problemi. Quando l'acqua è fredda, invece, o il corpo è bollente, dopo una prolungata esposizione al sole, bisogna stare molto attenti e aspettare la fine della digestione.

Ma quanto dura la digestione? Dipende da cosa si è mangiato. Un pasto abbondante può richiedere anche quattro ore. È per questo che, quando si sta al mare, è meglio accontentarsi di piccoli pasti leggeri.

Le bandiere di segnalazione

I bagnini utilizzano l'utile sistema delle bandiere di segnalazione, per far sapere ai bagnanti quali sono le condizioni del mare. Il singolo bagnante, infatti, non può rendersi conto delle reali condizioni solo ricorrendo ai propri sensi. I bagnini, invece, possono contare sulle previsioni meteo, sui bollettini ai naviganti duffusi per radio e sulla propria esperienza. Ecco il significato delle bandiere che vengono esposte, ben visibili, in spiaggia.

  • Bandiera bianca - Segnala che il servizio di salvataggio è operativo e che le condizioni meteo sono ideali e sicure per la balneazione ed il noleggio dei natanti
  • Bandiera Rossa - Segnala balneazione pericolosa per cattivo tempo o per assenza del servizio di salvataggio
  • Bandiera Gialla - Segnala l'obbligo di chiusura degli ombrelloni in presenza di forti raffiche di vento
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