Informativa

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviare a te pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualsiasi suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

13 DIC
Almanacco
Registrati

Allergie e vaccinazione

Salute e Prevenzione In questo Canale:

Allergie e vaccinazione

A proposito di:

La vaccinazione contro le allergie consiste nella somministrazione di un estratto di allergene specifico a dosi crescenti, per via sottocutanea, nasale, sottolinguale o orale, in modo da abituare l’organismo agli allergeni

​​La vaccinazione contro le allergie, detta iposensibilizzazione specifica, è nota già dal 1911 e consiste nella somministrazione per via sottocutanea, nasale, sottolinguale o orale, di un estratto di allergene specifico a dosi crescenti. In questo modo l’organismo si abitua agli allergeni, cioè si desensibilizza.
 
Ciò permette alla persona di costruirsi una propria immunità, producendo dei tipi di anticorpi, le immonoglobuline G, che eliminano l’allergene prima che questo scateni la reazione allergica. Per questi motivi il vaccino per l’allergia è considerato l’unico trattamento capace di agire sulle cause, e non solo sui sintomi, dell’allergia; fino ad oggi è stato ampiamente utilizzato per trattare la rinite allergica, causata dai pollini e dagli acari della polvere. In genere gli effetti benefici del trattamento durano per almeno 6 anni dalla sospensione della terapia.

Questo approccio è controindicato nei seguenti casi:

  • Malattie immunologiche gravi,malattie epatiche croniche, tumori;
  • Situazioni psicologiche e sociali nei quali non è possibile un appropriato monitoraggio;
  • Asma non controllabile;
  • Gravidanza ad eccezione di pazienti già in fase di mantenimento ed in assenza di reazioni allergiche gravi alla somministrazione;

L’età minima in cui iniziare la vaccinazione per l’allergia non è al momento definita, anche se la maggior parte degli studi ha preso in considerazione bambini al di sopra dei 5-6 anni di età.

Risultati

Anche con il vaccino i sintomi dell’allergia non scompaiono da un giorno all’altro.
Di solito migliorano durante il primo anno di terapia, ma il miglioramento più importante spesso avviene durante il secondo anno. Entro il terzo anno la maggior parte delle persone è desensibilizzata agli allergeni contenuti nelle iniezioni e non soffre più di reazioni allergiche significative a quelle sostanze.
Dopo alcuni anni di terapia alcune persone non hanno più alcun problema anche quando l’immunoterapia viene interrotta. Altre, invece, devono proseguire con la fase di mantenimento per tenere i sintomi sotto controllo.

Salus TG

Nuova diffida Anaao per università, rispettare orari lavoro

Diventare mamma cambia il cervello, neuroni 'antenne' sul bebè

Salus TG
Il quotidiano di informazione sulla salute di Adnkronos