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19 OTT
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Naspi 2017 per le donne in gravidanza

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Naspi 2017 per le donne in gravidanza

A proposito di:

Le donne in gravidanza che decidono di lasciare il lavoro possono contare sulla Naspi, provvedimento introdotto nel 2016 e rinnovato per tutto il 2017. Ecco chi e in che modo può accedere a tale sostegno economico

​​​​Per le donne lavoratrici in gravidanza, l’arrivo del nascituro può segnare l’accesso ad alcuni provvedimenti che permettono di scegliere di allontanarsi dal mondo dal lavoro senza perdere il sostegno economico per il sostentamento del bambino.​

Dopo l'entrata in vigore nel 2016, anche nel 2017 rimane in vigore la Naspi che consente alle lavoratrici di smettere di lavorare subito prima o subito dopo il parto; a poterne beneficiare sono tutte le dipendenti dell’ambito privato, con contratto a tempo indeterminato, determinato o part-time. Non rientrano invece nel target le lavoratrici appartenenti al settore pubblico.

Naspi in gravidanza: chi può accedervi

Come già accennato, alla Naspi seguita a dimissioni volontarie per gravidanza possono accedervi esclusivamente le lavoratrici appartenenti al settore privato, con differenti tipologie di contratto.

I requisiti necessari per effettuare la richiesta, sono:

  • almeno 30 giorni di lavoro effettivo nel periodo di 12 mesi che precede le dimissioni per gravidanza (nel periodo non sono comprese eventuali ferie, permessi, etc.);
  • 13 o più settimane di contributi effettivi nei 4 anni precedenti alle dimissioni per gravidanza.

Il diritto al sostegno può essere esercitato, tramite il sito dell’Inps con accesso tramite Pin dispositivo, da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno del bambino.

Naspi in gravidanza: calcolo dell'importo

Tutte le lavoratrici che accedono alla Naspi 2017 per gravidanza possono contare su un sostegno che ammonta alla metà delle settimane di contributi accumulati nel periodo di quattro anni precedente alle dimissioni per gravidanza.

Per giungere all’importo, si segue con il calcolo che considera la somma degli imponibili previdenziali dell’arco temporale succitato diviso per le settimane di contribuzione; il risultato viene poi moltiplicato per la costante di 4,33.

Il totale effettivo mensile, fino al terzo mese di fruizione, viene poi valutato in questa maniera:

  • 75 percento se l’importo ottenuto dal calcolo è uguale o inferiore a 1195 euro;
  • 75 percento + 25 percento della differenza se l’importo ottenuto dal calcolo è superiore a 1195 euro.

Nel secondo caso, il valore non può superare l’importo massimo di 1300 euro.

Dal quarto mese di fruizione in poi, il sussidio Naspi 2017 per le donne che lasciano il lavoro in seguito alla gravidanza scende del 3 percento ogni mese.​​