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22 OTT
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Il mobbing in cifre

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Il mobbing in cifre

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I lavoratori italiani vittime del mobbing sono circa un milione e mezzo, su 21 milioni di occupati, con una maggiore incidenza al Nord (65 per cento) tra le donne (52 per cento) e nella pubblica amministrazione (70 per cento). Il costo per il datore di lavoro è però molto elevato

Nel nostro Paese i dati, secondo il monitoraggio effettuato dall'Ispesl (l'Istituto per la prevenzione e la sicurezza del lavoro), che ha aperto un centro d'ascolto sul fenomeno, sono circa un milione e mezzo i lavoratori italiani vittime del mobbing su 21 milioni di occupati, è più presente al Nord (65 per cento) colpisce maggiormente le donne (52 per cento).  In ordine alla composizione, oltre il 70% lavora nella pubblica amministrazione. Sempre secondo l'Ispesl, il mobbing ha un costo molto elevato per il datore di lavoro: la produttività di un lavoratore cala infatti del 70%.

Le categorie più esposte risultano gli impiegati con il 79%; seguono i diplomati con il 52%; infine i laureati con il 24%.

Per quanto riguarda la durata delle azioni mobbizzanti: il 40% dei casi ha durata da un anno a due anni; il 30% dei casi oltre due anni; il 27% dei casi da sei mesi a un anno.

Da recenti studi sullo sviluppo del fenomeno emerge con sorpresa che, il mobbing colpisce anche gli operai. Non più quadri e dirigenti, bensì addetti alle mansioni più semplici. Sarebbero loro le vittime preferite degli abusi psicologici in azienda.

Nell’Unione europea le persone vittime di vessazioni sul posto di lavoro sono circa 12 milioni pari all’8% degli occupati. In testa alla classifica dei paesi dove più numerosi sono i casi di mobbing si pone l’Inghilterra con il 16,3%, segue poi la Svezia con il 10,2%, la Francia con il 9,9%, Irlanda al 9,4%, la Germania con il 7,3%. L’Italia con il suo 4%, si pone al di sotto della media europea.