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19 NOV
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Lavoro occasionale accessorio e voucher Inps

Lavoro In questo Canale:

Lavoro occasionale accessorio e voucher Inps

A proposito di:

Il lavoro occasionale accessorio include tutte le prestazioni lavorative che non sono riconducibili a contratti di lavoro di alcun tipo, in quanto svolte in modo saltuario e regolate attraverso i buoni lavoro o voucher, che garantiscono la copertura Inps e Inail

​​​​​​Nell'ambito del "lavoro occasionale accessorio", rientrano tutte le prestazioni lavorative non riconducibili a contratti di lavoro di alcun tipo, in quanto svolte in modo saltuario e regolate attraverso i cosiddetti "buoni lavoro" (voucher), i quali garantiscono la copertura previdenziale presso l'Inps e quella assicurativa presso l'Inail. I committenti che possono utilizzarli sono famiglie, enti o imprese di vario tipo.

Scopo del lavoro accessorio è di favorire l’occupazione di soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro, oppure in procinto di uscirne, oltre che di favorire l’emersione del lavoro nero.

Abolizione dei voucher​

Il 16 marzo 2017 la commissione lavoro della Camera ha approvato l'emendamento al decreto di legge unico di riordino del lavoro accessorio al fine di cancellare i voucher. Il 17 marzo il testo del provvedimento verrà presentato al governo e inserito nel decreto legge per essere approvato dal Consiglio dei Ministri nello stesso giorno.
Questo provvedimento elimina dal testo del 73° referendum della Repubblica Italiana previsto per il 28 maggio la sezione dedicata ai voucher.

​Chi può svolgere il lavoro occasionale accessorio

Sono numerose le persone che p​ossono essere utilizzate per incarichi tramite i buoni lavoro o voucher:

  • tutti i lavoratori (con riferimento alla g​eneralità dei settori produttivi, ad eccezione del settore agricolo);
  • studenti con meno di 25 anni iscritti ad un corso di studi di qualsiasi ordine e grado nel week end, ovvero durante tutto l’anno se iscritti all’università (attività agricole stagionali):
  • pensionati (attività agricole stagionali);
  • tutti, ad eccezione dei soggetti iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli (solo per le attività agricole a favore di piccoli imprenditori agricoli).
Attività consentite

Il lavoro accessorio può essere utilizzato in tutti i settori produttivi, nelle attività agricole stagionali e nelle attività agricole presso piccoli imprenditori agricoli.

Ecco alcuni tipici lavori occasionali che possono essere retribuiti tramite i buoni lavoro o voucher:

  • baby sitter o dog sitter;
  • lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti;
  • organizzazione di fiere e manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli;
  • lavori di emergenza o di solidarietà;
  • consegna porta a porta e vendita ambulante di quotidiani e periodici;
  • lavoro agricolo stagionale;
  • lezioni private.
Limiti

Si può svolgere attività di lavoro accessorio fino ad un massimo di 7 mila euro l’anno, sommando gli incarichi dei diversi datori di lavoro, rivalutati ogni anno sulla base degli indici Istat. Inoltre, per quanto riguarda le prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali o professionisti, le attività svolte a favore di ciascun committente non possono superare i 2 mila euro annui.

In caso di lavoratori in cassa integrazione o percettori di indennità di mobilità il limite annuale è fissato a 3 mila euro.

Come funzionano i 'buoni lavoro’ (voucher)

Il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio avviene attraverso il meccanismo dei 'buoni', cioè dei tagliandi il cui valore nominale può essere di 10, 20 o 50 euro. Tale valore comprende sia la contribuzione a favore della gestione separata Inps (con l'aliquota variabile nel tempo propria di questa forma previdenziale), sia quella in favore dell'Inail per l'assicurazione anti-infortuni, sia un compenso al concessionario (Inps), per la gestione del servizio. Il valore netto del voucher da 10 euro nominali, cioè la cifra che rimane al prestatore, è dunque inferiore, ovvero pari a 7,50 euro. 

Il committente può acquistare i buoni in forma telematica o cartacea:

  • presso qualsiasi sede provinciale Inps o via internet (dopo aver effettuato la registrazione sul sito dell'Inps, sia del datore di lavoro che del lavoratore);
  • alle Poste, in una tabaccheria convenzionata o presso gli sportelli bancari abilitati (sul sito Inps è disponibile la lista degli esercizi convenzionati).

I committenti hanno l'obbligo di comunicare l'utilizzo dei voucher almeno 60 minuti prima dell'ora stabilita per l'inizio dell'attività lavorativa attraverso una comunicazione, da effettuare tramite sms al numero 339/9942256 o email all'Ispettorato del Lavoro all'indirizzo intermittenti@pec.lavoro.gov.it, contenenti le seguenti informazioni:

  • dati anagrafici del lavoratore (comprensivi del codice fiscale)

  • luogo e durata della prestazione lavorativa.

Dalla comunicazione sono esentati:

  • Enti pubblici
  • Attività non commerciali
  • Prestazioni di lavoro domestico
  • Lavori agricoli (il tempo per la comunicazione è prolungato a 3 giorni)

In caso di mancata comunicazione, sono previste sanzioni comprese tra i 400 euro e 2400 euro per ogni dipendente.

Come si riscuotono i buoni lavoro

La riscossione dei buoni cartacei da parte dei prestatori/lavoratori può avvenire presso tutti gli uffici postali sul territorio nazionale; i voucher acquistati presso gli sportelli bancari, invece, sono pagabili esclusivamente dal medesimo circuito bancario.