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19 OTT
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Lavoro intermittente o a chiamata

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Lavoro intermittente o a chiamata

A proposito di:

Il lavoro intermittente o a chiamata è una forma contrattuale mediante la quale un lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere determinate prestazioni di carattere discontinuo o intermittente oppure per svolgere prestazioni in determinati periodi dell'anno

Il lavoro intermittente o a chiamata o job on call, è una forma contrattuale - introdotta in Italia nel 2003, con la riforma del mercato del lavoro della legge 30 - mediante la quale un lavoratore si pone a disposizione del datore di lavoro per svolgere determinate prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, individuate dalla contrattazione collettiva nazionale o territoriale, oppure per svolgere prestazioni in determinati periodi dell'anno.

Il contratto di lavoro intermittente può essere a tempo determinato o indeterminato e deve essere stipulato in forma scritta. Esso è applicabile solo nei seguenti casi:

  • esigenze individuate dai contratti collettivi nazionali:
  • disoccupati con meno di 25 anni o con più di 55 anni d'età.

Durante la durata del periodo di validità del contratto il lavoratore ha diritto a due tipologie di compensi, distinguendo se svolge l’attività lavorativa o è in attesa di chiamata.

Se non lavora, ma garantisce la sua disponibilità ad essere chiamato, il lavoratore ha diritto ad una indennità di disponibilità, che è stabilita dai contratti collettivi e non può essere inferiore ad un minimo stabilito con decreto ministeriale.

Se invece lavora, ha diritto al normale trattamento economico previsto dai contratti collettivi, in proporzione alla prestazione effettivamente eseguita, al pari dei lavoratori che hanno le stesse mansioni.

Sono pertanto possibili due tipologie contrattuali:

1) lavoro intermittente con obbligo di disponibilità;

2) lavoro intermittente senza obbligo di disponibilità.

L'eventuale rifiuto di rispondere alla chiamata, senza giustificato motivo, può comportare la risoluzione del rapporto e la restituzione della quota di indennità di disponibilità per il periodo successivo all'ingiustificato rifiuto, oltre che il risarcimento del danno. In caso di malattia che ne comprometta la disponibilità, il lavoratore è tenuto ad informare tempestivamente il datore di lavoro.

Limitazioni​
  • Per il lavoro a chiamata non può essere applicata la disciplina relativa al lavoro part-time.
  • È vietato il ricorso al lavoro intermittente per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero.
  • Non può essere utilizzato per reintegrare personale a seguito di licenziamenti collettivi.
  • È stata infine abolita la possibilità di usare il contratto durante i periodi festivi o i week-end.
La procedura

Il datore di lavoro ha l'obbligo di inviare una comunicazione preventiva, alla Direzione Territoriale del Lavoro competente, ogni volta che vuole utilizzare prestazioni di lavoro intermittente, e non più solo al momento della stipula del contratto, come avveniva prima delle ultime riforme introdotte (2012). La comunicazione può essere unica, nel caso in cui il lavoratore debba svolgere un ciclo integrato di prestazioni per una durata non superiore a 30 giorni, e può essere effettuata esclusivamente con uno dei seguenti mezzi:

  • via Pec, all'indirizzo intermittenti@mailcert.lavoro.g​​ov.it;
  • tramite l'apposita procedura all'interno del portale Cliclavoro.