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18 OTT
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Lavorare in Europa

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Lavorare in Europa

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Ogni cittadino europeo può cercare lavoro in tutta l’Unione e godere degli stessi diritti e doveri, indipendentemente dal paese d'origine, come ad esemnpio il trattamento di malattia, la maternità, l'invalidità, la vecchiaia, la reversibilità e gli infortuni sul lavoro

Ogni cittadino europeo può cercare lavoro in tutta l’Unione e godere degli stessi diritti e doveri, indipendentemente dal paese d'origine. In particolare, deve pagare gli stessi contributi, ha diritto alle stesse prestazioni concesse ai cittadini nazionali, come il trattamento di malattia, la maternità, l'invalidità, la vecchiaia, la reversibilità e gli infortuni sul lavoro. La normativa comunitaria non copre invece l’assistenza sociale, le pensioni integrative non legali e gli eventuali regimi di prepensionamento.

Cercare lavoro

Nella fase di ricerca di un’occupazione, sono molto utili le diverse Agenzie Europee, coi rispettivi siti web, che offrono l’opportunità di arricchire il proprio percorso formativo con un lavoro pubblico internazionale. Oltre alla cittadinanza europea, è importante conoscere più lingue, possedere i titoli di studio richiesti e un'esperienza pluriennale maturata in contesti lavorativi analoghi.

Per avere informazioni sempre aggiornate sulle opportunità professionali nell’Unione sono attivi anche gli sportelli per l'Europa (o Info-Point Europa), a cui i cittadini possono chiedere delucidazioni su opuscoli, pubblicazioni ufficiali e bollettini informativi. Importante anche l’Epso, l’Ufficio europeo di selezione del personale, che mette a disposizione bandi di concorso e opportunità di lavoro in 23 lingue dell’Unione. Sul portale Epso è inoltre possibile fare dei test interattivi per valutare quanto si è idonei alle posizioni offerte. 

Chi sceglie la mobilità professionale invece può servirsi del portale web Eures, in cui sono presentate le opportunità occupazionali di 31 Paesi europei e ogni lavoratore ha la possibilità di inserire un proprio annuncio. La mobilità non dipende dalla qualifica, anche se ci sono delle differenze tra chi esercita una professione collegata a un albo e chi no. Vediamo qualche esempio.

Lavoratori autonomi

Insegnanti, avvocati, ingegneri e psicologi, cioè chi esercita una professione regolamentata nel paese di origine, deve ottenere un riconoscimento della propria qualifica presentando richiesta alle autorità del paese ospitante. Queste devono decidere sul riconoscimento entro 4 mesi. Invece medici, infermieri, dentisti, veterinari, farmacisti o architetti, in linea di massima sono riconosciuti professionalmente in quasi tutti i paesi europei. Per quanto riguarda i lavori non regolamentati, cioè le professioni che non hanno una regolamentazione pubblicistica nel paese ospitante, non è necessario il riconoscimento del diploma e non può essere sollevato alcun ostacolo di ordine giuridico.