Informativa

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviare a te pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualsiasi suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

18 OTT
Almanacco
Registrati

Infortuni sul lavoro: le patologie più gravi

Lavoro In questo Canale:

Infortuni sul lavoro: le patologie più gravi

A proposito di:

Le trasformazioni nel mercato del lavoro portano all'insorgere di sempre nuovi fenomeni di tipo infortunistico. Ecco quali sono le nuove patologie che si affermano in relazione ai rischi emergenti

​Il fenomeno infortunistico è strettamente legato alle trasformazioni nel mercato del lavoro. Di conseguenza si affermano nuove patologie legate a rischi emergenti. Tra queste:

  • le malattie del sistema muscolo scheletrico;
  • le patologie associate a stress (burn- out, mobbing, malattie cardiovascolari);
  • le patologie da sensibilizzazione o da contatto con agenti biologici e chimici.

Tra i rischi emergenti c'è anche la cancerosi professionale: si stima che nel nostro Paese i lavoratori esposti potenzialmente a sostanze cancerogene sia pari al 24% degli occupati. Anche per far fronte al rischio della cancerosi professionale è stata redatta la legge 626/1994. Con essa sono stati introdotti i principi di sostituzione e riduzione di sostanze cancerogene o mutagene alla cui attuazione deve provvedere il datore di lavoro. 

Per quanto riguarda in particolare i lavoratori esposti a rischio amianto, il decreto 257/06, in attuazione delle direttive europee, introduce importanti novità come l'obbligo del datore di lavoro di adottare ogni misura per individuare la presenza di materiali a rischio e di effettuare la notifica all'Asl, con l 'indicazione della data di inizio lavori, sottoponendo i dipendenti a controllo sanitario e a iscrizione nel Registro degli esposti. Si abbassa, inoltre, il valore limite di esposizione per l'amianto, fissato a 0,1 fibre per centimetro cubo di aria.