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23 OTT
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Il Jobs Act in breve

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Il Jobs Act in breve

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I principali contenuti del Jobs Act, la legge voluta da Renzi per rendere più flessibile il mercato del lavoro e uniformare le tutele sia per chi l'occupazione ce l'ha, sia per chi la perde. Ecco tutte le novità, dalla riforma dell'articolo 18 alle misure a sostegno delle mamme lavoratrici

​Cominciamo dal significato. "Jobs Act" è un'espressione in lingua inglese che significa letteralmente "legge sull'occupazione". La chiamiamo tutti così perché la politica ha bisogno di usare espressioni sempre nuove, in grado di diffondersi come virus nel mondo dell'informazione, e la lingua inglese è oggi percepita come qualcosa che richiama la modernità e la capacità di rispondere alle sfide della globalizzazione.

In quanto alla forma, si tratta di una legge delega, ovvero di un provvedimento che contiene solo indicazioni di carattere generale, e concede al Governo deleghe per mettere a punto strumenti legislativi più specifici, i decreti attuativi.

In quanto ai contenuti, nonostante il dibattito sulla legge si sia concentrato quasi del tutto sull'articolo 18, essa costituisce una riforma ampia del mercato del lavoro, che comprende cinque deleghe su altrettanti aspetti chiave. Eccole in sintesi.

Ammortizzatori sociali

'Aspi (istituita dalla riforma del lavoro della ministra Fornero) sarà estesa anche ai Co.co.pro e la sua copertura dipenderà dalla storia contributiva del singolo lavoratore. La Cassa integrazione verrà ridimensionata e non sarà comunque applicabile in caso si chiusura definitiva dell'azienda.

Servizi per il lavoro e politiche attive

Scopo di questa delega è di riordinare i servizi per il lavoro (ad esempio i Centri per l'Impiego) e garantire la fruizione di servizi essenziali in materia di "politiche attive", cioè le iniziative messe in campo dalle istituzioni per promuovere l'occupazione e l'inserimento lavorativo. A tal fine, viene istituita l'Agenzia nazionale per l'occupazione, a costo zero, che si occuperà del monitoraggio di questo ambito, cioè servizi per il lavoro e politiche attive, valorizzando al contempo le sinergie tra pubblico e privato, per riformare il meccanismo di incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Rapporti di lavoro e contratti

La questione che la legge affronta è quella del "dualismo" tra forme di lavoro molto tutelate (come i contratti a tempo indeterminato), a volte insostenibili per le imprese, e contratti eccessivamente precari per i lavoratori (come ad esempio i co.co.pro.). Per superare tale dualismo, gli attuali contratti di lavoro verranno riordinati, eventualmente eliminandone alcune tipologie. Inoltre verrà introdotto il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio: poche tutele per i neoassunti, ma poi sempre di più col passare degli anni. Viene anche introdotto in via sperimentale un compenso minimo valido per qualsiasi tipo di contratto. Sarà anche possibile il "demansionamento", cioè assegnare un lavoratore a mansioni diverse da quelle per cui era stato assunto e verranno introdotti controlli a distanza sugli impianti, ma per sorvegliare le strutture, non i lavoratori.

Semplificazione delle procedure e degli adempimenti

Questa delega mira a ridurre gli atti amministrativi in materia di lavoro, in modo da alleggerire il carico degli adempimenti per le imprese e i cittadini. Il principio guida è che le varie Amministrazioni pubbliche devono scambiarsi le informazioni tra loro e non chiederle alle persone, se non è strettamente necessario.

Mamme lavoratrici

Una delega ad hoc è dedicata alla conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, specie in relazione alla maternità, un tema scottante considerato che l'Italia è uno dei Paesi europei dove le donne lavorano di meno. Dunque si prevedono provvedimenti come: l'estensione dell'indennità di maternità anche alle lavoratrici precarie ("parasubordinate"); l'istituzione di un credito di imposta per le lavoratrici, anche autonome con figli minori e/o disabili; la promozione del telelavoro; la facilitazione di accordi collettivi mirati a una maggiore flessibilità degli orari di lavoro, così come lo scambio di giorni di ferie tra lavoratori per le attività di cura dei figli; la promozione dell'integrazione di servizi per le cure parentali tra pubblico e privato (ad esempio quelli forniti dalle aziende).​

Approfondimenti

Fim Cisl - Jobs Act, prima di tutto capire (pdf)