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15 DIC
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Il contratto di solidarietà

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Il contratto di solidarietà

A proposito di:

contratto di solidarietà
Il contratto di solidarietà è una risorsa a disposizione delle aziende nei momenti di difficoltà, che consente loro di ridurre l'orario di lavoro ai dipendenti, anziché licenziarli, grazie a un contributo erogato dall'Inps. Non può durare più di 24 mesi

​​Il contratto di solidarietà è una forma di protezione dei lavoratori dipendenti, finanziata dall’Inps, che consiste nella riduzione dell’orario di lavoro e nel pagamento al lavoratore di una quota del salario che avrebbe percepito nelle ore in cui viene obbligato a non lavorare.

Il contratto di solidarietà scaturisce da un accordo tra azienda e sindacati e può avere due diverse finalità:

  • mantenere l’occupazione in caso di crisi aziendale e quindi evitare la riduzione del personale (contratti di solidarietà difensivi);
  • favorire nuove assunzioni attraverso una contestuale e programmata riduzione dell’orario di lavoro e della retribuzione (contratti di solidarietà espansivi).

In Italia, finora, i contratti espansivi hanno avuto scarsissima applicazione, dunque il contratto di solidarietà viene usato di fatto solo per evitare o ritardare i licenziamenti.

I contratti di solidarietà si differenziano a seconda che l’azienda sia soggetta o meno a cassa integrazione straordinaria (Cigs).

Aziende soggette a Cigs

Rientrano in questa categoria le aziende in crisi con più di 15 dipendenti. Il contratto di solidarietà spetta a tutto il personale dipendente ad esclusione di:

  • dirigenti;
  • apprendisti;
  • lavoratori a domicilio;
  • lavoratori con anzianità aziendale inferiore a 90 giorni;
  • lavoratori assunti a tempo determinato per attività stagionali.

I lavoratori part-time sono ammessi nel solo caso in cui l’azienda dimostri “il carattere strutturale del part-time nella preesistente organizzazione del lavoro”.

I lavoratori interessati hanno diritto, per le ore di riduzione di orario, a un’integrazione pari al 60 per cento della retribuzione persa. A partire dal 2010, tale percentuale è stata estesa all'80 per cento e tale estensione non è stata finora revocata.​

La durata massima è di 24 mesi, prorogabili per altri 24 (36 mesi per i lavoratori occupati nelle aree del Mezzogiorno).

Aziende non soggette a Cigs

Il contratto di solidarietà può essere applicato anche nei seguenti casi:

  • imprese con più di 15 dipendenti, escluse dalla normativa in materia di Cigs, che abbiano avviato la procedura di mobilità;
  • imprese con meno di 15 dipendenti che stipulano contratti di solidarietà al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali;
  • imprese alberghiere, aziende termali pubbliche e private operanti in località territoriali con gravi crisi occupazionali;
  • imprese artigiane, indipendentemente dal numero dei dipendenti. In questo caso il contributo è erogato a condizione che i lavoratori con orario ridotto percepiscano dai fondi bilaterali presso cui l’azienda è iscritta una prestazione di entità non inferiore alla metà del contributo pubblico destinata ai lavoratori. Le imprese artigiane con più di 15 dipendenti devono inoltre attivare le procedure di mobilità.

I lavoratori interessati in questo caso hanno diritto, per le ore di riduzione di orario, a un’integrazione pari al 25 per cento della retribuzione persa.

La durata massima è di 24 mesi, non prorogabili.

 

Il contratto di solidarietà può essere applicato anche solo a una parte dei lavoratori dell'azienda e in misura diversa, ad esempio suddividendoli in più fasce, ciasuna caratterizzata da una specifica riduzione d'orario.

Le aziende che hanno in corso contratti di solidarietà non possono né licenziare né mettere in mobilità i dipendenti, anche se non sono direttamente interessati dai contratti di solidarietà (circolare n. 26/2014 del Ministero del lavoro).