Informativa

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviare a te pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualsiasi suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

22 OTT
Almanacco
Registrati

Il contratto a tutele crescenti: come funziona

Lavoro In questo Canale:

Il contratto a tutele crescenti: come funziona

A proposito di:

contratto a tutele crescenti
Il contratto a tutele crescenti, introdotto con il Jobs Act, abolisce gran parte delle garanzie sul licenziamento previste dall'articolo 18 per i contratti di lavoro a tempo indeterminato. Al posto del reintegro c'è un indennizzo economico, che cresce con l'anzianità di servizio

​​​​

Il contratto a tutele crescenti è la nuova forma di contratto di lavoro prevista dal Jobs Act, che sostituisce il vecchio contratto di lavoro a tempo indeterminato. Quest'ultimo rimane in vigore per i contratti già firmati, ma non si applicherà più per i nuovi contratti. Ciò che cambia sono in pratica le norme sul licenziamento, precedentemente regolate dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Con l'articolo 18 il lavoratore di un'azienda con almeno 15 dipendenti aveva diritto al reintegro in tutti i casi di licenziamento privi di giusta causa. Ora il diritto al reintegro non si applica più per tutti i licenziamenti sia di tipo economico (giustificato motivo oggettivo), sia disciplinare (giustificato motivo soggettivo o giusta causa).

Con il contratto a tutele crescenti il diritto al reintegro rimane invece in vigore in tutti i casi di licenziamento discriminatorio, cioè quello determinato da: ragioni di credo politico o fede religiosa; dall'appartenenza ad un sindacato a dalla partecipazione a scioperi ed altre attività sindacali; dal sesso, dall'età, dall'appartenenza etnica o dall'orientamento sessuale.


Le tutele "crescenti" riguardano l'indennizzo economico a cui il lavoratore ha diritto in caso di licenziamento: esse crescono col crescere dell'anzianità di servizio. Tale anzianità non è relativa alla persona ma al lavoro svolto presso la specifica azienda in questione. Ovvero: se il lavoratore ha 20 anni di servizio, ma lavorava nell'azienda che l'ha licenziato da 3 anni, l'indennizzo si calcola solo su quei 3 anni.

Cosa succede in caso di licenziamento

Con il contratto a tutele crescenti, in caso di licenziamento (se il lavoratore fa ricorso), possono verificarsi i seguenti casi.

1) Se il licenziamento è discriminatorio, il giudice può ordinare il reintegro del lavoratore, come avveniva precedentemente.

2) Se il licenziamento non è discriminatorio, il giudice può:

  • stabilire l'illegittimità del licenziamento. In questo caso, al posto del reintegro, è prevista un indennizzo economico, non assoggettato a contribuzione previdenziale, pari a due mensilità (calcolate sull'ultima retribuzione) per ogni anno di servizio. La somma deve comunque essere compresa fra 4 e 24 mensilità, cioè può raggiungere al massimo due anni di stipendio, anche se l'anzianità di servizio del lavoratore era superiore;
  • stabilire l'insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore, ovvero che il fatto non ha fondamento. In tal caso può condannare il datore di lavoro al reintegro del lavoratore nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennità commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento fino a quello dell'effettiva reintegrazione. Tale cifra non può superare le 12 mensilità e a essa va comunque dedotto quanto il lavoratore ha eventualmente percepito per lo svolgimento di altre attività lavorative, nonché quanto avrebbe potuto percepire se avesse accettato una congrua offerta di lavoro che gli è stata eventualmente proposta.

In sintesi, dunque, il contratto a tutele crescenti è un superamento delle garanzie sul licenziamento previste dall'articolo 18 per i contratti di lavoro a tempo indeterminato.

Licenziamenti per motivi economici

In caso di licenziamenti per motivi economici, non è previsto il reintegro lavorativo ma un indennizzo crescente. L'importo di tale indennizzo viene stabilito in base all'anzianità di servizio in forma crescente, ovvero nella forma di due mesi di stipendio per ogni anno di lavoro prestato, con un minimo di 4 a un massimo di 24 mensilità.