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19 NOV
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Donne lavoratrici e infortuni sul lavoro

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Donne lavoratrici e infortuni sul lavoro

Ogni anno l’Inail pubblica il resoconto relativo agli infortuni sul lavoro a carico di lavoratori e lavoratrici. Ecco quali sono i dati riportati nell’analisi pubblicata a marzo 2017 dall’Istituto relativi al settore femminile

​Gli infortuni sul lavoro a carico delle donne nell’anno 2015 sono diminuiti rispetto all’anno precedente: a stabilirlo è il documento del 7 marzo 2017 diffuso dall’Inail che riporta l’andamento delle denunce di incidenti sul posto di lavoro pervenute all’Istituto nei settori Industria e Servizi, Agricoltura e per conto dello Stato.

Diminuiscono gli incidenti a carico delle lavoratrici, quindi, del 4,6 per cento ma l’Inail sottolinea l’aumento delle malattie professionali per le quali è stata fatta denuncia nel periodo 2011-2015, stabilito in una percentuale del 18,1 rispetto al passato. In testa alla classifica delle zone con maggior numero di infortuni è il Nord, con quasi il 60 per cento, seguito dal Centro (21,3 per cento) e il Sud (19 per cento); pari è la classifica dei casi mortali con percentuali però più alte per quanto riguarda le ultime due aree territoriali.

Cause e settori più colpiti da infortuni

Causa principale di incidenti sul posto di lavoro vi è la caduta con il 30,7 per cento degli infortuni mentre al secondo vi è quella della perdita di controllo di mezzi di trasporto o macchine; le stesse motivazioni ma a parti invertite rappresentano invece le primarie cause per i lavoratori.

Settore che ha portato un maggior numero di denunce è quello dei servizi domestici e familiari, 89,5 per cento, subito seguito dalla sanità e dall'assistenza sociale (73,6) e confezione di articoli di abbigliamento (70,6); fortunatamente, nella maggior parte dei casi le conseguenze riportate sono limitate a contusioni e lussazioni.

Età e origine delle lavoratrici più colpite da infortuni

Rispetto al passato, tutte le fasce d’età fino a 59 anni hanno subito un minor numero di infortuni rispetto al passato mentre, ad aumentare in maniera sensibile, sono state le denunce da parte di lavoratrici appartenente alle fasce tra i 60 ai 64 anni; nonostante il cambio di direzione, a essere più colpita è stata la fascia d’età compresa tra i 50 e i 54 anni.

Oltre alle lavoratrici italiane, l’Inail ha riportato come il 12 per cento delle lavoratrici che ha subito infortuni è di origine straniera, in particolare di nazionalità rumena e marocchina; tra questi ben 19 sono stati purtroppo causa di morte, per una percentuale pari al 17,3 per cento sul totale delle morti sul lavoro di lavoratrici nel 2015.

Mezzi di trasporto: causa principale di morte in itinere

Rispetto ai lavoratori, nel 2015 le lavoratrici hanno riportato più decessi durante il tragitto casa-lavoro, ovvero 1 su 2 rispetto all’1 su 5 degli uomini; il dato porta così alla luce come, sebbene le donne siano meno presenti in settori più pericolosi come quelli di stampo industriale, gli spostamenti legati ad attività come personale domestico, assistenti domiciliari e simili rendano più alto il rischio di incidenti.

Prevalentemente, le donne decedute durante gli spostamenti casa-lavoro sono, secondo l’Inail, dipendenti a tempo indeterminato e full time, occupate nei servizi con incarichi amministrativi, di segreteria; ad esse seguono le addette alla ristorazione. Nei casi di entità minore, le lavoratrici pendolari subiscono anche un maggiore stress emotivo, causato principalmente dal minore tempo di recupero che ne abbassa l’attenzione e aumenta il rischio di incidente.

Malattie professionali: aumentano le tecnopatie

Si attestano al 28,5 per cento le tecnopatie denunciate nel 2015 dalle lavoratrici, in aumento rispetto al quinquennio precedente. A colpire maggiormente sono osteopatie, patologie muscolari e del tessuto connettivo; in particolare a far soffrire le lavoratrici è la sindrome del tunnel carpale, riportato da una percentuale di poco inferiore al 90 per cento delle denunce pervenute all’Istituto.