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19 OTT
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Il divario di retribuzione tra donne e uomini

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Il divario di retribuzione tra donne e uomini

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I dati sulle differenze di retribuzione tra donne e uomini in Europa fanno emergere un divario notevole, che in alcuni paesi si sta allargando sempre di più. La Commissione è preoccupata di avere in futuro un'ampia diffusione della povertà tra le donne anziane per le pensioni troppo basse

​​​​​​​I dati sulle differenze di retribuzione tra donne e uomini sono oggetto di particolare attenzione, da parte dell'Unione europea, poiché essi fanno emergere un divario notevole: le donne percepiscono in media una retribuzione inferiore del 17,8 per cento, rispetto a quella degli uomini, e in alcuni paesi tale divario si sta allargando sempre di più. Per divario di retribuzione si intende la differenza delle retribuzioni orarie medie delle donne e degli uomini in tutti i settori dell’economia.​​

La Commissione europea ha varato, su questo tema, una campagna di informazione in tutti i paesi dell’Ue. Una delle preoccupazioni è ad esempio quella di avere in futuro un'ampia diffusione della povertà tra le donne anziane, a causa di pensioni troppo basse. Ma colmare il divario di retribuzione tra donne e uomini viene ritenuto importante anche per avere maggiore uguaglianza nella società. Inoltre, un migliore uso delle competenze delle donne consentirebbe loro di fornire un migliore contributo a tutti i settori dell’economia.

Divario di retribuzione tra donne e uomini
Paese Differenza di retribuzione  Paese Differenza di retribuzione
Belgio10,0 Lussemburgo8,6
Bulgaria14,7 Ungheria20,1​
Rep. Ceca14,7 Malta6,1
Danimarca14,9 Olanda16,9
Germania22,4 Austria23,4
Estonia30,0 Polonia6,4
Irlanda14,4 Portogallo15,7
Grecia15,0 Romania9,7
Spagna17,8 Slovenia2,5
Francia14,8 Slovacchia21,5
Italia 6,7 Finlandia19,4
Cipro16,2 Svezia15,9
Lettonia13,8 Regno Unito19,1
Lituania21,6​​  Media UE​​​ 16,4


Fonte: Eurostat (dati 2012)

Ecco come vengono interpretati i dati che riportiamo nella tabella qui sopra. Il divario di retribuzione, che vede l'Italia quale paese più "virtuoso", non costituisce di per sé un indicatore della parità di trattamento generale tra donne e uomini, secondo la Commissione, poiché interessa solamente i dipendenti salariati. Il dato deve perciò essere analizzato in concomitanza con altri indicatori, in modo da rispecchiare i diversi modelli lavorativi femminili. Nei paesi in cui il tasso di occupazione femminile è basso (ad esempio in Italia), cioè dove le donne lavorano di meno, il divario di retribuzione è inferiore, rispetto alla media. Ciò può essere spiegato dalla presenza, all'interno della "forza lavoro", di una percentuale ridotta di donne scarsamente o per niente qualificate. Un divario di retribuzione elevato si riscontra invece in un mercato del lavoro altamente segregato (ad esempio a Cipro, in Estonia, in Slovacchia e in Finlandia), oppure in quei paesi dove c'è un'alta percentuale di donne che lavorano a tempo parziale (ad esempio in Germania, nel Regno Unito, nei Paesi Bassi, in Austria e in Svezia).