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18 OTT
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Diritti dei lavoratori parasubordinati

Lavoro In questo Canale:

Diritti dei lavoratori parasubordinati

I lavoratori parasubordinai, pur essendo meno garantiti rispetto ai dipendenti, possono contare su una serie di tutele, come l'indennità di malattia, l'indennità di maternità, il congedo parentale e un'indennità di disoccupazione una tantum

​Congedi parentali, possibilità di assentarsi dal lavoro in caso di malattia, indennità di disoccupazione e maternità: vediamo come la legge italiana tutela i diritti del lavoratore parasubordinato.

Indennità di malattia

In caso di malattia, i lavoratori parasubordinati, iscritti alla Gestione Separata Inps, (collaboratori a progetto, collaboratori coordinati e continuativi e lavoratori occasionali) hanno diritto all’indennità di malattia a carico del’Inps, con malatia di durata non inferiore a 4 giorni entro il limite massimo di giorni pari a un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro (massimo 61 giorni l'anno solare)e comunque non inferiore a 20 giorni nell'arco dell'anno solare.

Per i lavoratori con contratto a partita Iva, l'indennità di malattia è erogata solo in caso di ricovero ospedaliero.

Requisiti: almeno tre mesi di contribuzione, anche non continuativi, nei dodici mesi precedenti l’evento; reddito individuale, nell’anno solare che precede quello in cui è iniziato l’evento, non superiore al 70 per cento del massimale contributivo (per il valore, vedi pagina sulla Gestione Separata).

Indennità di maternità

Questo trattamento economico sostitutivo della retribuzione spetta alle lavoratrici madri (naturali, adottive o affidatarie) per una durata massima di 5 mesi. Spetta anche ai padri, ma solo se la madre non ne fa richiesta. Le lavoratrici parasubordinate, iscritte alla gestione separata Inps, devono dimostrare di aver versato almeno tre mensilità di contribuzione nei dodici mesi precedenti il periodo di maternità. L’importo del beneficio è pari all'80 per cento del reddito medio giornaliero, derivante da collaborazione coordinata e continuativa o derivante da lavoro libero professionale, prodotto nei dodici mesi precedenti l’astensione per maternità.

La sospensione del rapporto, a causa della maternità, da diritto alla proroga del contratto per un periodo di 180 giorni.

Congedo parentale

Terminato il periodo di astensione obbligatoria della mamma, alcune categorie di lavoratrici e lavoratori iscritti alla Gestione Separata Inps (collaboratori a progetto, titolari di assegni di ricerca e collaboratori coordinati e continuativi presso la Pa), hanno diritto all’astensione facoltativa, utilizzando un congedo parentale di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino. L'indennità, pari al 30 per cento della retribuzione media giornaliera, è corrisposta direttamente dall’Inps.

Indennità di disoccupazione

La cosiddetta "indennità una tantum co.co.pro." è un beneficio erogato una tantum, cioè una sola volta, esteso ai collaboratori a progetto, entrata a regime con la Riforma del Lavoro (Legge n. 92del 2012). La Riforma del Lavoro del 2012 ha definito i requisiti che il collaboratore deve possedere per la richiesta dell'indennità: iscrizione in via esclusiva alla Gestione Separata Inps; aver operato in regime di monocommittenza; conseguimento, nell'anno precedente, di un reddito soggetto ad imposizione fiscale non superiore a 20 mila euro; aver accreditato presso l'Inps almeno una mensilità nell'anno di riferimento; aver avuto un periodo di disoccupazione ininterrotto di almeno 2 mesi nell'anno precedente; accredito, nell'anno precedente, di almeno 4 mensilità nella Gestione Separata.

L'indennità è pari al 5 per cento del minimale annuo per i contributi previdenziali (per il valore, vedi pagina sulla Gestione Separata) moltiplicato il minor numero tra le mensilità accreditate nell'anno precedente (almeno 4) e quelle non coperte da contribuzione. La somma è corrisposta in unica soluzione se l'indennità è inferiore ai mille euro, mentre se superiore verrrà corrisposta in quote mensili (fino a mille euro).

I collaboratori che hanno maturato il diritto entro il 31 dicembre 2012, accedono con la vecchia disciplina (una tantum pari al 30 per cento del reddito percepito e comunque non superiore a 4000 euro).

Dimissioni del lavoratore

Nel caso dei collaboratori a progetto, il contratto può essere rescisso in qualunque momento dalle due parti, salvo accordi in merito che fissino, in forma scritta, un periodo di preavviso da rispettare per entrambe le parti.