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12 DIC
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Controversie nel lavoro: l'arbitrato

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Controversie nel lavoro: l'arbitrato

L'arbitrato è un istituto finalizzato a risolvere le controversie e le liti sul lavoro, in materie come permessi e ferie, qualifica e mansioni, progressioni e carriera o orario di lavoro, evitando di rivolgersi al Giudice di Pace e rimettersi ad un arbitro scelto dalle parti

L'arbitrato è un istituto finalizzato a risolvere le controversie e le liti sul lavoro, in materie come permessi e ferie, qualifica e mansioni, progressioni e carriera, orario di lavoro, eccetera. Grazie all'arbitrato, è possibile evitare il percorso ordinario del contenzioso - che consiste nel rivolgersi al Giudice di Pace – per rimettersi ad un arbitro scelto dalle parti (il datore di lavoro e il lavoratore).

Per poter usufruire dell'arbitrato, è però necessario che si verifichino 3 condizioni:

  1. che l'arbitrato sia previsto da accordi interconfederali o dal contratto collettivo di lavoro della categoria;
  2. che sia già trascorso il periodo di prova;
  3. che il lavoratore abbia sottoscritto, assieme al datore di lavoro, una "clausola compromissoria", che preveda il ricorso all'arbitrato.
La clausola compromissoria

Sottoscrivere la clausola compromissoria è una scelta che consente, nel momento in cui si verifichi un contenzioso, di poter usufruire dell'arbitrato. La clausola, sottoscritta da entrambe le parti, deve essere certificata da una commissione di certificazione, che accerti l'effettiva volontà delle parti di delegare ad arbitri la risoluzione di controversie.

Tale sottoscrizione può avvenire in qualsiasi momento del rapporto di lavoro, purché dopo il periodo di prova. È bene che il lavoratore si faccia assistere, in questo, da un legale di fiducia o da un rappresentante del sindacato o di un'associazione di categoria.

Le liti escluse

La normativa esclude dall'arbitrato le liti che riguardano la risoluzione del contratto di lavoro, ossia dimissioni e licenziamenti, oltre a quelle in tema di contributi previdenziali e sicurezza sul lavoro.

Come funziona

Quando nasce una controversia sul rapporto di lavoro, se riguarda una delle materie previste, è possibile:

  • seguire la procedura prevista nel contratto collettivo, se quest'ultimo ne prevede sedi e modalità;
  • svolgere l'arbitrato presso le camere arbitrali costituite dagli organi di certificazione;
  • affidare la questione ad un collegio di conciliazione e arbitrato costituito ad hoc dalle due parti, composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un presidente scelto di comune accordo (o, in mancanza di quest'ultimo, dal presidente del tribunale competente per il territorio).

L'arbitrato produce un lodo, cioè una decisione sulla questione oggetto di contesa. Il lodo è annullabile solo nei casi in cui le procedure seguite non siano state corrette.

A chi si applica

È possibile ricorrere all'arbitrato in ogni rapporto di lavoro che rientri nelle materie disciplinate dall'articolo 409 del codice di procedura civile, come ad esempio:

  • contratti di lavoro subordinato (a tempo determinato e indeterminato);
  • contratti co.co.co.;
  • contratti di lavoro a progetto;
  • agenti che operano in forma personale.