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23 OTT
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Il contratto di apprendistato

Lavoro In questo Canale:

Il contratto di apprendistato

A proposito di:

Il contratto di apprendistato consente ai giovani di acquisire competenze professionali spendibili sul mercato del lavoro e ai datori di lavoro di usufruire di diverse facilitazioni, permettendo ai giovani stessi di assolvere l'obbligo formativo

​​Il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro con funzione formativa, che consente ai giovani di acquisire competenze professionali spendibili sul mercato del lavoro e, ai datori di lavoro, di usufruire di diverse facilitazioni. Esso permette anche ai giovani di assolvere l’obbligo formativo, completando la propria formazione sul posto di lavoro come apprendisti, in alternativa al sistema scolastico e alla formazione professionale. Tale forma contrattuale è stata rivista prima con la Riforma del lavoro del 2012 promossa dalla ministra Fornero, poi col Decreto Lavoro Renzi (Dl 4/2014).


La legge prevede tre forme di apprendistato:



  1. apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;
  2. apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale;
  3. apprendistato per l'acquisizione di un diploma (università) o per percorsi di alta formazione.

Condizioni richieste

In tutti i casi, è richiesto che il contratto duri almeno sei mesi, eccetti che per i lavori stagionali. Deve inoltre essere stipulato in forma scritta, con indicazione della prestazione oggetto del contratto, del piano formativo individuale e la qualifica che potrà essere acquisita al termine del rapporto di lavoro, sulla base degli esiti della formazione stabilita.


Il Decreto Renzi ha abolito l'obbligo per i datori di lavoro con almeno 10 dipendenti di assumere nuovi apprendisti solo a condizione che almeno il 30 per cento degli apprendisti alle proprie dipendenze prosegua il rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato.


Durante tutto il periodo, il datore di lavoro deve versare un'aliquota contributiva dell'1.31 per cento a favore dell'Aspi.


Contratto per istruzione e formazione

È destinato a giovani maggiori di 15 anni, dura fino a tre anni ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale.


Contratto di apprendistato professionalizzante

È destinato a giovani di età compresa tra 18 e 29 anni (con possibilità di riduzione a 17 anni), dura fino a 6 anni ed è finalizzato al conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e la acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali. L'obbligo per questo tipo di formazione è stato abolito col decreto Renzi.

Contratto per università o specializzazione

È destinato a giovani di età compresa tra 18 e 29 anni, la sua durata dipende dal titolo di studio o specializzazione da conseguire e può essere utilizzato per il conseguimento di un diploma, di titoli di studio universitari, nonché per la specializzazione tecnica superiore.


Il tutor aziendale

Il tutor aziendale è la figura, interna all’impresa, cui spetta il compito di affiancare l’apprendista durante il periodo di apprendistato. I compiti del tutor sono: trasmettere all'apprendista le competenze necessarie all’esercizio delle attività lavorative; collaborare con la struttura di formazione esterna, integrandone le iniziative con la formazione sul luogo di lavoro; valutare l'attività dell’apprendista.


Le funzioni del tutor possono essere svolte: dal titolare stesso o da un socio, nelle imprese con meno di 15 dipendenti; dal titolare, socio o familiare coadiuvante, nelle imprese artigiane; da un lavoratore specializzato o qualificato, con almeno 3 anni di esperienza, nelle altre imprese.


Gli incentivi per il datore di lavoro

La legge prevede, per il datore di lavoro che ricorre ad una qualsiasi delle tipologie di contratto di apprendimento, le seguenti forme di facilitazione:

  • gli apprendisti non rientrano nel computo del numero di dipendenti dell'azienda, quando la base occupazionale serve da riferimento per obblighi come, ad esempio, le assunzioni obbligatorie di addetti appartenenti alle cosiddette categorie protette;
  • al momento dell'assunzione, l'inquadramento del lavoratore può essere di due livelli inferiori, rispetto alla qualifica da raggiungere a fine contratto;
  • la contribuzione è ridotta al 10 per cento, anche fino ad un anno ulteriore dopo la qualificazione; per le aziende fino a 9 addetti, la percentuale scende all'1,5 nel primo anno e al 3 nel secondo;
  • al termine del periodo di apprendistato, il datore di lavoro, se vuole, può risolvere il contratto e ciò costituisce giusta causa; il costo sostenuto per l'apprendista è escluso dalla base imponibile a fini Irap.

Fine del rapporto

L'apprendista può essere qualificato e confermato in azienda anche prima della scadenza contrattuale stabilita. In caso invece di licenziamento nel corso del periodo di apprendistato, il datore di lavoro deve pagare un "ticket di licenziamento" commisurato ai versamenti effettuati a favore dell'Aspi. Al termine del periodo formativo, in caso di recesso, durante il periodo di preavviso si continua ad applicare la disciplina del contratto di apprendistato


L'apprendistato è disciplinato dal Decreto legislativo n. 276 del 2003, modificato dalla Legge n. 133 del 2008 e dalla Legge n. 92 del 2012 (Riforma del lavoro Fornero).